La Lega torna sulle barricate. Incognita voto sul Lario

Il dariosauro
di Dario Campione

«Questo governo, ancora una volta, prende a schiaffi il Nord privandolo di quella minima rappresentatività derivante dai ministeri decentrati di Monza. Del resto, non c’era altro da aspettarsi da un presidente come Mario Monti, nato in provincia di Varese, residente a Milano, che a precisa domanda della stampa dichiara di abitare a Roma e a Bruxelles, rinnegando pubblicamente le proprie origini. La chiusura delle sedi ministeriali di Monza è l’ultima goccia che il popolo del Nord ha dovuto subire:
d’ora in poi sarà guerra senza quartiere».
L’ex ministro Roberto Calderoli non ha preso bene la notizia, comunicata ieri in Parlamento dal ministro Piero Giarda, della chiusura degli uffici decentrati inaugurati qualche mese fa alla Villa Reale. La Lega perde di colpo uno dei simboli della propria battaglia federalista. Il rapporto con il governo tecnico si fa sempre più aspro e le dichiarazioni urticanti di Calderoli ne sono conferma esplicita.
A pochi mesi dalle elezioni amministrative il Carroccio ha scelto così di tornare sulle barricate.
In Lombardia non si ripeteranno le alleanze con il Pdl. Anche a costo di perdere molti Comuni così come avvenuto lo scorso anno.
Ma il segnale che la Lega vuole dare è chiaro. Si aprono scenari che possono sfociare in un terremoto politico. Anche a Como, dove le elezioni riguardano tre delle quattro città più importanti, capoluogo compreso.
Di questo parliamo stasera in diretta su Etv, a partire dalle 23, con Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo e dirigente tra i più importanti del Carroccio.
dariosauro@espansionetv.it

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