La legge di stabilità di Monti divide commercianti e sindacato. «Bene i tagli». «No all’aumento Iva»

La Cisl: «Meglio toccare le imposte indirette che le dirette»
Taglio dell’Irpef per i redditi più bassi, ma aumento dell’Iva di un punto percentuale a partire da luglio. Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte tra martedì e mercoledì la legge di stabilità dopo quasi sette ore di riunione.
L’ex legge Finanziaria contiene interventi che possono essere quantificati in 10 miliardi, secondo quanto ha spiegato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
Il governo ha approvato la riduzione di un punto dell’Irpef su due aliquote:
quella che riguarda lo scaglione fino a 15mila euro, che dal 23 passa al 22%, e quella fino a 28mila euro che passa da 27 al 26% dal primo gennaio 2013. Il ddl non ha però azzerato l’aumento di due punti Iva dal 2013. In luglio si passerà dal 10 all’11% e dal 21 al 22%. Una decisione che anche sul Lario ha portato a reazioni contrastanti.
«Il taglio Irpef – dice Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl comasca – è un primo elemento positivo per il quale non possiamo che essere contenti. Mentre l’Imu è un sorta di patrimoniale, l’Irpef non lo è. Da tempo il sindacato chiede di tutelare i redditi più bassi e questo è un primo segnale in questa direzione. È meglio toccare le imposte indirette e abbassare quelle dirette se proprio si deve intervenire».
Il sindacato non è certo favorevole però all’aumento dell’Iva.
«Certo, quello peserà su tutti e su tutto – commenta ancora Larghi – ma il punto centrale della manovra deve essere il miglioramento della contrattazione a favore della produttività. E mettere un miliardo e 600 milioni di euro per detassare la produttività è un segnale molto importante. Per avere migliori salari si deve lavorare assieme a Como come a Roma. Si devono rilanciare quelle imprese che stanno ancora sul mercato e ce ne sono tante a Como. Il sindacalista è come un medico, ma un dottore che frequenta solo i funerali dei pazienti non serve a nulla. Noi dobbiamo lavorare per salvare i sani e renderli ancora più robusti», conclude il segretario della Cisl. È molto negativo invece il commento di Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio Como. I commercianti si sentono infatti la categoria più colpita dall’aumento dell’Iva.
«L’aumento dell’Iva è un’ulteriore stangata sul già pesante freno dei consumi e una batosta sia per gli esercenti sia per i consumatori – dice Primavesi – È una Caporetto. Determinerà l’aumento dei prezzi e un conseguente calo dei consumi. Il governo dovrebbe averlo già capito, visto che con il ritocco compiuto un anno fa si è già determinata una diminuzione delle entrate stesse dell’Iva per il calo degli acquisti. Non dimentichiamoci che l’Iva ricade sul consumatore finale. L’economia del commercio è già stagnante: in questo modo si mettono in difficoltà gli imprenditori», conclude.

Paolo Annoni

Nella foto:
Stangata sui consumatori, ma benefici per chi ha un reddito basso nella nuova finanziaria

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