La Lombardia e il Comasco nella relazione della Dia. «Alleanze dei clan con altre organizzazioni criminali»

Dia Direzione investigativa antimafia

La malavita si riorganizza, dopo i colpi subiti con le ultime indagini e i processi contro le mafie. E lo fa costruendo «alleanze» con «organizzazioni criminali anche di altra matrice, sia italiana sia straniera, per la realizzazione di svariati interessi illeciti».
La Direzione investigativa antimafia ha redatto l’ultimo rapporto semestrale – riferito al periodo gennaio/giugno 2018 – sull’andamento della malavita organizzata nella Penisola. Un quadro a tinte fosche che è stato presentato mercoledì in Parlamento.
Inevitabilmente presente – nelle 518 pagine della relazione – anche la provincia di Como, protagonista delle inchieste che avevano portato alla luce i Locali (clan) di ’ndrangheta di «Erba, Canzo-Asso, Mariano Comense, Appiano Gentile, Senna Comasco, Fino Mornasco e Cermenate».
Da segnalare che – stando al rapporto – il nostro territorio è il secondo in Lombardia, dopo Milano, come livello di infiltrazioni mafiose di stampo calabrese, ben davanti a Monza-Brianza (cinque Locali contro i sette del Comasco), Lecco (2), Pavia (2), Brescia (1) e Varese (1). La Dia segnala anche «presenze non strutturate nelle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Lodi».
La relazione affronta pure la presenza in Lombardia di formazioni mafiose di matrice siciliana, sottolineando come «l’opera di sommersione da tempo attuata da “Cosa nostra”» abbia «raggiunto l’obiettivo di perfezionare la propria capacità di mimetizzarsi per infiltrare in maniera meno appariscente ma più subdola il tessuto dell’economia legale». Presenze – secondo la Dia – anche di clan camorristici, mentre scarse sarebbero le «propaggini pugliesi».
Mafie che, come detto, si legherebbero a «consorterie di matrice straniera» per operare in settori redditizi come il traffico degli stupefacenti, delle armi, fino alla tratta delle persone da avviare al lavoro nero e alla prostituzione.
Ad esempio viene citata una operazione della Squadra mobile di Como nel marzo 2018 che smantellò un giro di «favoreggiamento della permanenza illegale» in Italia di «numerosi extracomunitari fornendo loro, dietro compenso, false attestazioni su rapporti di lavoro, luoghi di residenza» eccetera. Comasco preso ad esempio anche per «la presenza della criminalità albanese dedita al traffico di droga e alla prostituzione» (lungo le vie di collegamento con Milano) e pure, «come elemento di novità», nello spaccio di shaboo, potente droga sintetica capace di esaltare umore e potenza fisica ma anche portatrice di gravissimi effetti collaterali.

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