Cronaca

La Lugano leghista alza le barriere protezioniste. In Fiera niente più espositori provenienti dal Lario

Il caso
(f.bar.) Il protezionismo ticinese respinge oltreconfine le aziende comasche.
Il Comune di Lugano non sembra avere dubbi e ha invitato gli organizzatori delle fiere locali a “selezionare” i propri espositori.
L’indicazione è semplice: dovranno essere privilegiate le imprese svizzere e drasticamente limitate quelle straniere. Sottinteso: quelle italiane e lombarde.
Si annunciano, dunque, tempi duri per chi opera da questa parte del confine.

Banco di prova immediato sarà la storica manifestazione Artecasa, in programma nei padiglioni espositivi di Lugano dal 10 al 16 ottobre prossimi. Una kermesse che è giunta alla 52esima edizione e che ha sempre riservato ampio spazio agli imprenditori comaschi e canturini – giusto per fare un esempio – considerati un’eccellenza del settore. 

 

E così, nei grandi spazi della fiera luganese ci saranno 120 espositori svizzeri e soltanto 50 stranieri. L’invito della città, guidata dal leghista Marco Borradori, è stato recepito anche se non sfugge agli stessi organizzatori della rassegna l’importanza di avere in fiera le ditte in arrivo da distretti importanti come quello comasco, varesino o monzese.
Tanto che nei giorni passati Thomas Amiconi, consulente commerciale della stessa rassegna Artecasa, aveva spiegato come fosse impossibile inventarsi produttori ticinesi se inesistenti, sottolineando come molti visitatori arrivassero abitualmente da oltreconfine proprio per curiosare e guardare le novità dei marchi stranieri (e comaschi o brianzoli in particolare).
«È evidente che ogni persona di buon senso, sia essa ticinese o meno, si rende conto che si tratta di misure antistoriche. In contrasto con gli interessi stessi degli svizzeri. Sono decisioni prese in un clima di esasperazione, in una realtà che deve essere ripensata – dice Giovanni Moretti, già segretario generale della Cgil di Como e anche delegato della Camera di Commercio italiana per la Svizzera – Sarebbe necessario aprire un tavolo di confronto tra Ticino e Lombardia per collaborare insieme. In questo senso, la Regione Lombardia è stata carente». Intanto, ben diversa è stata la scelta compiuta per Flora Lugano, la rassegna in programma nel febbraio 2015 e promossa dallo stesso Comune di Lugano.
In questo caso, infatti, è già stato deciso che non saranno ammessi giardinieri, fioristi e florovivaisti in arrivo da oltreconfine.

8 ottobre 2014

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