«La mafia al Nord si presenta in doppiopetto»

Ieri a Villa Gallia il convegno del centro “San Francesco”, della Cisl e del Siulp
«La mafia al Nord si presenta in doppiopetto. Non ha le sembianze rozze dei delinquenti che, al Sud, vanno di persona a chiedere il pizzo. Un imprenditore mafioso è molto più pericoloso di un mafioso con la pistola».
Parole che colpiscono, quelle pronunciate da Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, ospite d’onore, ieri mattina, del convegno “Lavoro, legalità, territorio: per un manifesto di responsabilità sociale”, organizzato a Villa Gallia dal Centro studi conto le mafie “San Francesco”, assieme a Cisl Como, Filca Cisl Lombardia, Fiba Cisl regionale e dal sindacato di polizia Siulp Lombardia.
«La mafia non è – come ormai risaputo – un fenomeno confinato al Sud. Ormai da anni le infiltrazioni anche da voi sono una triste realtà. Penetrano nel tessuto produttivo, nel mondo economico e da lì guidano le operazioni – dice Lo Bello – Agiscono sotto la maschera degli imprenditori. Puntano a raggiungere una posizione di prestigio. A ricoprire ruoli chiave in una regione che rappresenta il motore della crescita».
E per farlo cercano di controllare diversi settori produttivi. «Si concentrano soprattutto nel campo della movimentazione di terra, delle costruzioni e dell’edilizia – aggiunge Ivan Lo Bello – Il nostro sforzo deve essere quello di mantenerci uniti. Ci vuole un’alleanza Nord-Sud per contrastare questa piaga. Espellere chi non è cristallino».
E i dati confermano questa tendenza all’invasione silenziosa ma costante da parte della malavita.
«La Lombardia è la terza regione in Italia per numero di aziende confiscate alla mafia e la quinta in termini di beni sequestrati – ha detto il prefetto di Como, Michele Tortora – Dobbiamo richiamare l’intera società civile a uno sforzo congiunto per debellare questa piaga».
Ma sono anche altre le cifre. «In tutta la Lombardia i beni sequestrati sono stati 770. Uno ogni 30 chilometri quadrati», ha detto il segretario regionale di Fiba Cisl, Andrea Zoanni. «Nel nostro territorio sono ben 69 – ha precisato Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl di Como – Proponiamo che il 35% dei capitali mafiosi confiscati venga assegnato al rafforzamento degli ammortizzatori sociali. Inoltre dobbiamo lavorare per creare un protocollo territoriale di legalità».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il convegno. Da sinistra, Andrea Zoanni, Battista Villa, Ivan Lo Bello, Gigi Petteni, Benedetto Madonia, Michele Tortora e Gerardo Larghi

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