La marcia dei sindaci per aprire la Valmara. Ieri la manifestazione simbolica, oggi la lettera al premier Conte

Protesta sindaci Valle Intelvi

I sindaci marciano sul valico della Valmara, ancora chiuso nonostante la ripresa di tutte le attività in Svizzera e la riapertura di altre dogane minori, da ieri mattina. La manifestazione simbolica è stata organizzata ieri. Oggi partirà invece una lettera al premier Giuseppe Conte. Nove amministratori della Valle Intelvi si sono schierati con tanto di fascia tricolore davanti al valico della Valmara. La mancata apertura sta mettendo in difficoltà i 1.200 frontalieri della Valle, costretti ogni giorno a percorrere circa 30 chilometri in più per raggiungere, nella maggior parte dei casi, la frontiera di Oria e recarsi al lavoro in Canton Ticino.
«La Valle ha sempre dato tanto alla Svizzera, così come ha ricevuto – ha detto il sindaco di Centro Valle Intelvi, Mario Pozzi – Da questa dogana sono passati migliaia e migliaia di frontalieri. Ci troviamo in questa condizione dopo tre o quattro settimane dalla riapertura delle attività in Svizzera. Penso che chi ha deciso debba fare una riflessione».
«I nostri frontalieri sono obbligati a sacrifici enormi per poter accedere al posto di lavoro – aggiunge il sindaco di Alta Valle Intelvi, Marcello Grandi – Ci auguriamo quantomeno, se non una riapertura totale, almeno un via libera parziale negli orari di accesso e uscita dei lavoratori. Speriamo che il problema si risolva quanto prima». I sindaci rivolgeranno le loro richieste al governo.
Oggi gli stessi sindaci scriveranno una lettera al presidente Conte per evidenziare il problema. «Chiederemo al premier di attivarsi presso la Confederazione svizzera per poter attuare lo stesso protocollo di salvaguardia e sicurezza nei due Paesi», spiegano i primi cittadini.
Nella stessa direzione da alcuni giorni si stanno muovendo anche i rappresentanti comaschi in Parlamento.
«Lanciamo un appello al Governo. Ascoltate i sindaci della Valle Intelvi e le comunità locali di confine. È assolutamente necessario intensificare i rapporti con la Svizzera per riaprire immediatamente il valico. Altrimenti i disagi e i problemi per i 1.200 frontalieri diventeranno insostenibili» scrivono in una nota i parlamentari della Lega Nicola Molteni ed Eugenio Zoffili.
«Per questo – proseguono – depositiamo un’interrogazione urgentissima al ministro Di Maio, per una sana collaborazione e non per alimentare polemiche. Occorre però fare di più. Anche oggi (ieri, ndr), nonostante la riapertura di alcuni valichi, il traffico, le code e i disagi per i lavoratori frontalieri comaschi sono stati evidenti».
«Non ci possono essere cittadini di serie A e cittadini di serie B – aggiungono Molteni e Zoffili – Oggi i frontalieri rischiano di essere trattati come lavoratori con meno diritti di altri e questa è una profonda ingiustizia sociale. I frontalieri sono una grandissima ricchezza non solo per i nostri territori ma anche per la Svizzera e per i servizi elvetici».

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