Cronaca

La memoria “scomoda” dell’ex manicomio: «Ritorni a casa l’archivio in un museo storico»

altI documenti trasferiti a Parma

(l.m.) Un campus là dove sorgeva il manicomio? Occasione d’oro per fare i conti con la memoria. Ne è convinto il docente di Filosofia e Storia al “Giovio”, Gianfranco Giudice. «Come ho denunciato personalmente otto mesi fa, l’archivio dell’ex ospedale psichiatrico è stato scippato a Como, senza preavviso, e portato a Parma per tutelarlo. Una fetta della storia sociale della città è così venuta a mancare. Un vero peccato. L’area del San Martino è enorme, adesso in fase di progettazione

del campus si potrebbe davvero immaginare di far tornare, anche in accordo con l’Archivio di Stato, quei preziosi documenti . Anche il Comune e il Sant’Anna si sono impegnati a far tornare l’archivio nell’ipotesi della trasformazione in campus. Adesso è ora di pensare seriamente a farne un museo storico. In tutto, l’archivio occupa una scaffalatura alta 4 metri e lunga circa 30 metri. Davvero non si riesce a trovare posto per tali memorie in un parco in cui lo spazio abbonda?».
Giudice è però amareggiato: «Sinceramente non vedo una grande sensibilità e determinazione su questi temi, a parte impegni però espressi solo a parole. Peccato, altri ospedali psichiatrici d’Italia dopo la chiusura hanno visto la loro memoria conservata».
Per ora è lo stesso Giudice a essere l’unico depositario della memoria dell’archivio del San Martino, nel suo fondamentale studio Un manicomio di confine. Storia del San Martino di Como (Bari, Laterza, 2009). Cui va aggiunto un ricco volume fotografico di grande formato e di 224 pagine, Le stagioni di San Martino. Documentario fotografico sulla psichiatria (Marna), con le foto di Gin Angri e le ricerche storiche di Mauro Fogliaresi, poeta impegnato nel sociale sui temi del disagio e dell’emarginazione, anche grazie alla rivista “Oltre il giardino”. L’archivio consta di 3.500 libri e 40mila cartelle cliniche redatte in 110 anni.
«La memoria è la nostra radice – dice Fogliaresi – Il sogno mio e di Gin Angri è adesso che il ragazzo che frequenterà un giorno il campus universitario di Como possa ripercorrere la memoria di questi luoghi anche grazie alle foto che la raccontano, appese magari alle pareti delle sale adibite agli studenti. Sarebbe importante, insomma, rispettare il passato senza essere nostalgici: serve ad avere una migliore visione sul futuro. Il San Martino, con il manicomio, fu il “colle del disonore” di Como fino alla chiusura nel ’99 e ora che si vuole farne la parte sana della città, anche come polmone verde che va salvaguardato – pensare che a Mendrisio il locale ex Opp è già parco pubblico da dieci anni – spero non prevalga una visione solo aziendalistica, legata al mero valore economico».

14 Novembre 2013

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