La Milano che fu nei libri di Giovanna Ferrante

Carlo Porta

Viaggio gastronomico sulle tracce del mitico risotto

Un racconto corale, dove la Storia si intreccia con le storie dei protagonisti di quei giorni, primo fra tutti Carlo Cattaneo. È lo stile che caratterizza da sempre la scrittrice Giovanna Ferrante, che, attraverso Carlo Porta, ha raccontato buona parte dei “dietro le quinte” della Milano dell’800: appassionato, quotidiano, ricco di aneddoti e curiosità. Proprio in Brianza, uno dei luoghi in cui Carlo Porta amava trascorrere periodi di villeggiatura, la giornalista milanese presentò anni fa un libro che nel giorno del bicentenario conviene riprendere in mano, “El risott del Carlo Porta. Viaggio gastronomico nella Milano del Poeta”. Una divertente pubblicazione che fa conoscere alcuni aspetti, seppure romanzati, della vita e delle abitudini a tavola del poeta nella Milano dei suoi tempi. «Mentre affondano il coltello nella morbida carne della cotoletta rivestita della sua doratura croccante – scrive la Ferrante – Carlo Porta si rivolge a Giovanni Berchet: “E lo sai, l’invenzione del risotto giallo, el nòster risòtt a la milanesa, a chi la dobbiamo?”. Berchet rimane con un pezzo di carciofo a mezz’aria…». Da non perdere della stessa autrice anche “ La Milano di Carlo Porta”, viaggio tra il reale e l’immaginario in cui il grande poeta della Ninetta del Verzee ci accompagna alla scoperta di Milano e dei suoi protagonisti più cari. E così il lettore va in Duomo, dove gli par di sentire l’attività febbrile di scultori e scalpellini che lavorano il marmo di Candoglia; stringe la mano al generosissimo Principe Trivulzio; ascolta trepidante le conferenze di Stendhal al Caffè di Porta Orientale; accarezza l’udito con la piacevole lingua meneghina e naturalmente gli rimane nel cuore la storia della Ninetta. Sempre di attualità un altro libro meneghino della Ferrante, “I Magi in piazza Duomo”, che vuole far rivivere l’atmosfera natalizia della vecchia Milano e le sue tradizioni: la Fiera degli oh bej oh bej attorno a Sant’Ambrogio, la festa di San Nicola (6 dicembre) con i panini delle monache, la raccolta del muschio per il presepe, la cerimonia famigliare del ciocco di legno, la leggenda del vischio.

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