La mitica Bugatti T35 in scena a Chiasso
Cultura e spettacoli, Sport

La mitica Bugatti T35 in scena a Chiasso

Tra le mostre in arrivo da settembre, spicca una pioggia di supercar a Chiasso. Ma procediamo in ordine cronologico. Il grande pittore Achille Funi (Ferrara, 1890 – Appiano Gentile, 1972) è il protagonista della personale in programma dal 28 settembre al 24 novembre 2018 a CMC – Centro Culturale di Milano. La rassegna, curata da Nicoletta Colombo e Serena Redaelli, in collaborazione con l’Archivio Funi, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, presenterà trenta opere, tra cui alcune inedite, dell’artista ferrarese, articolate a partire dagli esordi futuristi, fino alla moderna classicità di “Novecento”, movimento di cui è stato tra i fondatori con Mario Sironi. Accanto sarà proposta una selezione di lavori dei sei compagni del gruppo originario del “Novecento” milanese, da Mario Sironi a Anselmo Bucci, Piero Marussig, Leonardo Dudreville, Ubaldo Oppi, Gian Emilio Malerba, accostati a quelli di Carlo Carrà, Arturo Tosi, Alberto Salietti, Pompeo Borra, Raffaele de Grada, amici e sodali di Funi nell’avventura novecentista.

Ed eccoci all’evento motoristico. Dal 7 ottobre al 27 gennaio 2019, il M.a.x. museo di  via Dante a Chiasso celebrerà la centenaria storia dell’automobile con una mostra che documenta l’evoluzione dello stile, così come si è sviluppato in quel territorio in cui grafica e design s’intrecciano, all’interno delle varie fasi storiche fino a raggiungere la contemporaneità. La rassegna dal titolo Auto che passione! sarà curata da Marco Turinetto, del Politecnico di Torino, e da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo,  e muove i suoi passi dagli inizi del Novecento quando una serie di scoperte e innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato il modo di vivere di tutto il secolo. Ma è grazie all’intervento della grafica e del design che il ruolo delle carrozzerie delle automobili viene elevato da un livello funzionale a quello estetico.

Ecco allora che le più importanti case automobilistiche affidano l’immagine della loro azienda e quella della comunicazione pubblicitaria ad artisti quali Marcello Dudovich, Gino Boccasile, Achille Mauzan, Plinio Codognato, Max Huber, Bob Noorda che contribuirono a costruiire quella ‘cultura dell’automobile’ che ancora è presente ai nostri giorni; contemporaneamente, nascono quelle figure di designer industriale quali Pininfarina, Giugiaro, Zagato e Sbarro che, attraverso le loro creazioni, segnarono lo spirito di un’epoca.

Al m.a.x. museo, tutto questo sarà documentato da grafiche pubblicitarie, disegni, cartoline, oggetti di design, mentre la sezione allestita nell’attiguo Spazio Officina, presenterà – dal 7 ottobre al 9 dicembre 2018 – dieci tra le più iconiche auto d’epoca, dalla Renault Voiture del 1903, alla Iso Rivolta Vision del 2017, dalla Bugatti T 35 del 1925 (nella foto) alla Pagani Huayra Coupé del 2011, dall’Alfa Romeo SS Villa d’Este del 1949 alla De Tomaso Pantera GTS del 1978.

Il programma espositivo del Teatro dell’architettura di Mendrisio si aprirà poi con la mostra Louis Kahn e Venezia, in programma dal 12 ottobre al 3 febbraio 2019.  La rassegna ripercorre il rapporto di Louis Kahn – una delle figure più importanti e influenti dell’architettura del Novecento – con la città lagunare, culminato nel progetto di un Palazzo dei Congressi e di un Padiglione per la Biennale di Venezia. La mostra, curata da Elisabetta Barizza e Gabriele Neri, ospiterà numerosi materiali originali: disegni, schizzi, modelli, fotografie, registrazioni e documenti inediti dell’architetto americano. Spiccano i disegni originali per il Palazzo dei Congressi e il Padiglione della Biennale (per la prima volta riuniti per restituire la densità della riflessione architettonica di Kahn); le sue reinterpretazioni grafiche dell’architettura veneziana; le registrazioni delle sue lezioni e conferenze a Venezia. Sono presenti inoltre disegni originali di Le Corbusier e Frank Lloyd Wright, anch’essi autori di progetti per Venezia mai realizzati: l’Ospedale di Venezia (1962-64) e la Fondazione Masieri (1953-54). Il lavoro di ricerca sotteso al progetto espositivo punta infatti a far riflettere sull’attuale e complesso rapporto che si instaura tra passato, presente e futuro in un luogo così eccezionale, “puro miracolo” – come disse Louis Kahn – della storia dell’umanità.

Da citare sempre per la zona ladiana la mostra dal 20 ottobre al 20 gennaio 2019 al Palazzo delle Paure di Lecco che proporrà un viaggio esplorativo nella pittura e, più in generale, nella cultura della Lombardia del XIX secolo, attraverso la mostra L’Ottocento lombardo a cura di Simona Bartolena.

Partendo dalla stagione romantica, passando per le esperienze risorgimentali e le ribellioni scapigliate, il percorso approda all’impegno sociale delle generazioni di fine secolo e alla ricerca divisionista.

È ormai noto che l’Ottocento italiano sia un secolo ricco di motivi di interesse e di personalità artistiche da scoprire. Se alcune aree italiane, su tutte la Toscana, sono state già portate all’attenzione del grande pubblico, la scena artistica della Lombardia del XIX secolo continua a essere poco nota. Ad eccezione di alcuni grandi nomi che hanno già conosciuto la loro importante riscoperta (quali Francesco Hayez), la maggior parte di artisti è ancora tutta da raccontare, in attesa di una necessaria quanto meritata riscoperta.

La mostra analizza sia i movimenti e le tendenze iconografiche, che la biografia e la personalità dei singoli artisti, seguendo un filo narrativo chiaro ed esaustivo che si propone di far luce su un tema non sempre così noto. L’esposizione, dunque, offrirà l’opportunità di scoprire un universo dinamico e sorprendente, artisticamente e intellettualmente molto raffinato e sperimentale, e di indagare la società italiana del tempo, tra certezze e contraddizioni.

Pur tenendo come cardine la scena milanese – in particolare il magistero dell’Accademia di Brera – la mostra indagherà con attenzione anche la situazione delle altre provincie lombarde e le aree più periferiche e provinciali.

7 agosto 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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