La moglie di Stefano Borgonovo: «La doccia gelata non è un gioco»

altLa lotta “virale” alla Sla
Anche Baggio ricorda il calciatore azzurro per lanciare la raccolta fondi
Un secchio d’acqua gelata che fa il giro del mondo. E tra i vip comaschi c’è la fila per entrare nel già lungo elenco di aderenti all’Ice Bucket Challenge, l’iniziativa “virale” per sostenere la ricerca contro la Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica), una delle peggiori malattie neurodegenerative che sta coinvolgendo personaggi famosi in tutto il mondo.
Ieri, su Internet, è girato il video della doccia scozzese con la quale è stato invitato a fare altrettanto l’ex portiere del Como

Simone Braglia. E ha ricevuto molte visualizzazioni anche la doccia gelida del campione di basket della Pallacanestro Cantù, Stefano Gentile. Sono stati “nominati” il sindaco del capoluogo lariano Mario Lucini («Bravi! Per la lotta alla Sla ci sono, anche grazie agli ottimi rapporti con la Fondazione Borgonovo. Per la secchiata… ci penso», hanno commentato su Facebook), l’imprenditore di Moncler Remo Ruffini e il cantautore Davide Van De Sfroos.
Ma, a tener banco ieri, erano le immagini “balneari” del premier Matteo Renzi. Che, su invito di Fiorello e Jovanotti, si è versato il secchio d’acqua gelata in testa, segno dell’adesione alla battaglia anti-Sla. Renzi ha ricordato il giocatore comasco ucciso dal male, Stefano Borgonovo, indicandolo come «modello di dignità». «Ho conosciuto la battaglia contro la Sla nella persona di Stefano Borgonovo, fiorino d’oro della città di Firenze e grande punto di riferimento per tanti amanti del calcio e tifosi», ha dichiarato al “Corriere della Sera”.
La moglie di Stefano, Chantal Borgonovo, è commossa. «Un gesto importante, quello del premier – dice al “Corriere di Como” – Ha reso onore a mio marito e alla fondazione che porta il suo nome, agli sforzi che stiamo facendo tutti insieme per combattere la malattia». Il “gioco” della doccia scozzese è virale, anche grazie ai media e ai social network. Chi si sottopone al getto d’acqua gelata si impegna anche a invitare altri a farlo, e a prendere carta e penna per firmare un assegno o versare una somma a favore della ricerca scientifica.
Ieri la fondazione è stata “nominata” da Roberto Baggio. «Mi sono sentita chiamata in causa. Anche dall’attaccante Ciro Immobile, che ci donerà la maglia di esordio in Nazionale, la metteremo all’asta. E così domani (oggi, ndr) farò anche io la mia doccia scozzese. Ma non so ancora chi nominerò, sarà una sorpresa», rivela Chantal.
Ma ci sono regole da rispettare. La goliardata fine a se stessa è fuorigioco. «L’obiettivo realistico in Italia può essere il milione di euro. Visto che in America sono arrivati a 50. Ma il gioco – sottolinea la vedova del calciatore lariano – è partito appunto negli Usa, e quindi rispecchia la mentalità americana in cui la raccolta fondi avviene alla luce del sole, con il tipico entusiasmo a stelle e strisce. Da noi la mentalità è diversa, la beneficenza si tende a farla senza dirlo. E invece dovremmo imparare dal mondo anglosassone. L’importante adesso è che non sia più solo un gioco fine a se stesso, ma si finalizzi concretamente nella donazione e nella sensibilizzazione attorno alla lotta alla malattia. Altrimenti il rischio è che l’idea degli americani, che è nata da un gruppo di giovani e che trovo geniale, rimanga appunto un gioco a suon di secchiate d’acqua gelida che rimbalza su Internet come una catena di Sant’Antonio».
«L’importante è dare l’esempio, non trovo niente di male a dichiarare che si fa del bene. Ed è bello e giusto che ci siano imprenditori e vip a richiamare l’attenzione. Ma la base della piramide, in imprese come questa, rimane sempre la gente», rimarca Chantal Borgonovo.
Ieri sul tema è entrato in gioco anche un sacerdote comasco, don Agostino Clerici, che sul suo blog L’essenziale è visibile ha commentato la “moda” del gavettone benefico non risparmiando le critiche: «Scene da avanspettacolo, con il solito vantaggio della menzione mediatica, che fa parlare di sé e fa entrare, agli occhi della gente, nel libro dei buoni e generosi? Un bell’assegno si può fare anche in silenzio, senza lavate di testa, magari telefonando all’amico vip e chiedendo anche a lui di fare la sua parte. «Non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra», disse due millenni fa’ uno che di folle se ne intendeva, ma che predicava la morale dell’interiorità! E aggiungeva che basta un bicchiere d’acqua fresca (perché gelata fa male), dato da bere a chi ha sete, senza sprecare un bene così prezioso per inondare tante? teste calde».

Nella foto:
La “doccia scozzese” del campione di basket della Pallacanestro Cantù, Stefano Gentile, in un video su YouTube

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