Cronaca

La mostra (provvisoria) avvolta nella nebbia

altAssegnata alla Sae di Milano il 18 aprile scorso, da allora non se ne sa più nulla
(e.c.) Ha veramente dell’incredibile il percorso di avvicinamento all’inaugurazione della grande mostra prevista a Villa Olmo dal 27 giugno prossimo (“Ritratti di città”, fino al 16 novembre). Ad oggi, quando manca una manciata di settimane all’inaugurazione, di fatto si sanno soltanto due cose per certe: il progetto culturale voluto dall’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini (l’elenco dei quadri è stato reso noto a dicembre 2013) e il nome della società privata che si occuperà di tutto

ciò che riguarda l’organizzazione materiale dell’evento. Anche se, a dire il vero, anche questo punto potrebbe teoricamente essere messo in discussione, poiché se è vero che poco dopo la metà del mese scorso il Comune ha assegnato l’evento alla società milanese, è altrettanto vero che quello resta a tutt’oggi un atto non scritto e quindi provvisorio. Affinché dalla provvisorietà si passi all’ufficialità, serve una determina firmata dal dirigente del settore Cultura, con il quale quest’ultimo – e quindi l’amministrazione – confermi la perfetta aderenza dei requisiti della Sae rispetto a quelli messi nero su bianco dal Comune. E, di conseguenza, consegni una volta per tutte ai privati le chiavi di Villa Olmo. L’atto in questione – secondo i rumors di Palazzo Cernezzi, perché di comunicazioni ufficiali non se ne ha traccia – dicono che nei primi giorni della prossima settimana questo passaggio dovrebbe completarsi. A oggi, però, non si può far altro che attendere.
Peraltro, a dissipare un po’ delle nebbie fuori stagione che avvolgono l’evento d’arte collocato nell’inusuale periodo estate-autunno, non ha propriamente contribuito l’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini. Il quale, all’indomani della sfiducia votata in aula il 24 aprile scorso (bocciata tecnicamente, ma politicamente “approvata” dal pareggio per 11 a 11 di pro e contro) si è volatilizzato. E non è un modo di dire, perché l’assessore è materialmente salito su un aereo con destinazione New York, meta dalla quale dovrebbe essere di ritorno proprio in queste ore. Impossibile, però, da oltre 10 giorni, chiedere a lui eventuali sviluppi sulla mostra e sulla sua organizzazione. Scelta anomala, eufemisticamente, perché questo straordinario lassismo sui tempi sembra evidentemente collidere con il fatale andare dei giorni. A meno che, naturalmente, non si voglia ritenere normale l’assenza, almeno finora, di qualsivoglia iniziativa di promozione ufficiale della mostra “Ritratti di città” a poco più di 50 giorni dall’inaugurazione di fine giugno. Scadenza entro la quale è presumibile che venga firmato anche il contratto vero e proprio tra Palazzo Cernezzi e Sae, al di là del documento di assegnazione dell’evento di cui sopra. Una sottolineatura non scontata, quest’ultima, visto che anche di questa “carta” – che dovrebbe sancire l’esatta divisione di diritti e doveri tra Comune e società milanese – non si ha alcuna notizia dalla seconda metà di aprile.
Insomma, per ora, credere che la mostra 2014 a Villa Olmo si farà davvero (come certamente accadrà) impone comunque un discreto sforzo di fiducia.

4 maggio 2014

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