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La musica chiede spazio in città

Personaggi – Il maestro Bruno Dal Bon punta anche a valorizzare gli spazi della Circoscrizione 7 in città murataDal 7 luglio in piazza Martinelli a Como concerti e dibattiti in forma di laboratorioSe l’Università popolare della Musica di Como è diventata in poco tempo una bella e interessante realtà formativa aperta a tutti, “Spazio alla Musica”, che potrebbe essere visto come il suo braccio estivo, ritorna anche quest’anno con obiettivi e idee molto chiari.Promotore di entrambe le iniziative il maestro lariano Bruno Dal Bon, direttore d’orchestra di fama internazionale innamorato della musica e della nostra città.«Vogliamo cercare nuovi spazi – racconta il maestro– per riattivare la relazione, lo scambio, la mutualità tra gli artisti ed il pubblico alla ricerca di quello smarrito piacere della musica che nasce solo dalla condivisione di un’esperienza. Lo scorso anno nacque il gruppo aperto “Spazio alla Musica”: oltre cento musicisti che nel mese di giugno suonarono per le strade e le piazze di Como e 250 persone che aderirono sul nostro sito».Avete individuato un luogo in particolare?«Sì, abbiamo individuato piazza Martinelli e l’ex-Circoscrizione 7 del centro storico. La piazza, oltre a essere centrale e sufficientemente isolata dai rumori, ha un’acustica quasi perfetta, un suono che nessun altro spazio all’aperto può prometterci così bello e generoso. Un bene prezioso, da valorizzare. I locali dell’ex-circoscrizione 7 di via Collegio dei Dottori vi si affacciano e potrebbero ritrovare, in un progetto complessivo di recupero, una precisa destinazione in sinergia con le attività della piazza durante la stagione estiva e come sede di complessi e associazioni musicali, come luogo laboratorio sulla musica negli altri mesi dell’anno».Una sorta di “occupazione” a suon di note.«Può suonare così, il senso è quello. A Como gli spazi musicali sono pochissimi e quei pochi si limitano ad offrire solo sporadiche occasioni esecutive o di studio. Manca un luogo dove la musica possa ritrovarsi. Manca un luogo di incontro, di scambio di idee, di produzione, di confronto. Un “luogo laboratorio” che possa ogni giorno essere un punto di riferimento per il musicista o il semplice appassionato, un luogo di musica e di parole, di riflessione e di condivisione di esperienze musicali diverse. Una casa che possa dar vita a nuovi progetti culturali per la città collegati a microeconomie. Uno spazio dove la musica torni ad essere un elemento di conoscenza e di coesione e non solo di svago o di ricreazione».Allora tra pochi giorni i musicisti scenderanno in piazza.«Dal 7 luglio ogni giorno (tranne i mercoledì) saremo in piazza Martinelli dalle ore 19 per suonare, cantare, discutere, confrontarci, stare insieme. Per sostenere fattivamente con la nostra presenza il destino musicale di questi spazi. Un impegno finalizzato al sostegno e alla condivisione di una proposta concreta da presentare al Comune di Como al più presto».Come promuoverete questa iniziativa?«Gli appuntamenti musicali saranno presentati di giorno in giorno sul nostro sito www.spazioallamusica.org, sulla nostra pagina Facebook e su twitter@spaziallamusi- ca. Molti allievi del Conservatorio di Como si sono resi disponibili con entusiasmo a dare il loro contributo al progetto».Tra questi Marco Baroncelli, studente di chitarra classica.«Una volta diplomati – dice – per noi musicisti diventa molto difficile trovare dei luoghi dove potere svolgere la nostra professione. Trovare un luogo dove potersi confrontare e ricevere un applauso dal pubblico è molto importante. Questa esperienza mi arricchirà sicuramente anche perché mi sento di far parte di una squadra che sta organizzando qualcosa di importante per la musica e per la città».Sulla stessa lunghezza d’onda Carmelo Di Vara, studente di flauto e ottavino: «Ho conosciuto questa iniziativa lo scorso anno. Mi ha incuriosito fin da subito e così ho deciso di portare il mio contributo attivo. È una occasione interessante per tutti noi artisti e per Como. Abbiamo la possibilità di esibirci e di portare il nostro contributo anche come promotori. Spero che la città risponda con la partecipazione: non portiamo solo note, ma anche idee affinché il sogno di avere un luogo fisico dedicato specificamente alla musica diventi una realtà».

Maurizio Pratelli

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