La “naja” è stata tolta nel 2005, ma le liste della leva sono state mantenute. Tocca ai nati nel 2002

Esercito Italiano

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge”.
Sono i primi due capoversi dell’articolo 52 della Costituzione che, come noto, è la legge fondamentale dello Stato. Così, anche, se tecnicamente, dal 1º gennaio 2005 l’obbligo del servizio militare è “inattivo”, chi è nato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2002, ovvero compirà o ha già compiuto i 17 anni, è a tutti gli effetti arruolabile per la “naja”.
Così, in tutti i Comuni italiani entro la fine del mese verranno completate le liste della leva. A Como, il sindaco Mario Landriscina ha firmato il documento di “Iscrizione dei giovani sulle liste di leva”, che si può leggere anche nell’Albo Pretorio online di Palazzo Cernezzi. Si tratta di una paginetta con termini che oggi faranno forse sorridere i 17enni. Il Decreto del Presidente della Repubblica, del resto, risale al 1964. I giovani che verranno riconosciuti colpevoli «di frode o raggiri al fine di sottrarsi all’obbligo di leva, incorreranno altresì nelle pene della reclusione e della multa», si legge.
Nelle liste compaiono sia i cittadini italiani sia gli stranieri residenti. Ma tutti questi giovani potrebbero indossare realmente la divisa? Ebbene sì, nel caso in cui venga dichiarato lo stato di guerra e, pure, per una grave crisi internazionale nella quale l’Italia sia coinvolta direttamente o indirettamente, ma che richieda un «aumento della consistenza numerica delle Forze armate».

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