Cronaca

La Navigazione si ferma per otto ore. Ma da Roma nessuna buona notizia

Dopo i tagli – I governi Berlusconi e Monti hanno disposto una riduzione del 50% dei fondi
Larghi (Cisl): «Assurdo non investire dove ce ne sarebbe bisogno»
È un evento raro. Non capita spesso e, quando capita, di solito non c’è nulla di buono all’orizzonte: se sindacalisti e dirigenti remano dalla stessa parte, significa che il problema è grosso. Ieri i dipendenti della Navigazione Laghi hanno scioperato per 8 ore, come annunciato dai sindacati dei trasporti, dalle 9 alle 17. La notizia è che, pur non sposando le forme della protesta, la direzione della Navigazione Laghi ne condivide in sostanza le motivazioni: l’azienda che fa viaggiare i passeggeri
su Garda, Maggiore e Lario è «efficiente», giura il direttore generale lombardo della Navigazione Laghi Oscar Calaprice. Eppure, il governo ha ridotto del 50% i fondi.
Solo per il 2012, sono previsti 18 milioni di euro in meno sui tre laghi (6 per Como, dicono i sindacalisti). A causa di questi tagli, a gennaio il servizio è stato ridotto e il costo di biglietti e abbonamenti aumentato.
Ma se il governo non dovesse ripristinare i fondi per la navigazione, da settembre sarebbero guai per i 500 pendolari comaschi che, ogni mattina, vanno a scuola o al lavoro con battelli e aliscafi.
L’allarme lanciato dai sindacati non viene smentito dall’azienda. Tutt’altro. «Il problema è sorto alla fine dell’anno scorso – spiega Calaprice – quando è stata pubblicata l’ultima Finanziaria del governo Berlusconi che prevedeva un taglio del 50% alle nostre risorse. Il successivo governo non ha individuato risorse aggiuntive, quindi il nodo non è stato ancora sciolto. Un taglio simile a un’azienda come la nostra, che non spreca il denaro, significa metterci in ginocchio. Il personale – continua Calaprice – è preoccupato, perché ha visto una prima riduzione del servizio. E siamo preoccupati anche noi».
Il direttore della navigazione lombarda ribadisce che, per una volta, sindacati e azienda sono della stessa idea. «Noi ovviamente abbiamo invitato i dipendenti a non scioperare per non creare disagio all’utenza, ma il problema è chiaro a entrambi. Lo sciopero, comunque, non è nei confronti dell’azienda, ma del sistema che ha tagliato le risorse».
«Le motivazioni che stanno alla base dello sciopero sono sacrosante – commenta Alessandro Tarpini, segretario generale della Cgil di Como – Con tagli di queste dimensioni si rischia di uccidere un’azienda strategica per il territorio comasco, sia in termini di mobilità sostenibile, sia in prospettiva di sviluppo del sistema turistico». «Siamo di fronte a una scelta strategica di un precedente governo e confermata da questo esecutivo: non investire laddove invece ve ne sarebbe bisogno» conclude Gerardo Larghi, segretario della Cisl di Como.

Andrea Bambace

Nella foto:
Il discorso di Gerardo Larghi, segretario Cisl, durante la manifestazione di ieri (Fkd)
12 maggio 2012

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