La nazionale di basket e le leader della Comense di ieri

Meglio l’ippica
di Paolo Annoni

La nazionale di basket femminile non è certo la squadra azzurra più nota e vincente.
Questi però sono giorni importanti per un possibile rilancio del movimento italiano a livello internazionale. Sabato scorso, a Taranto, l’Italia ha giocato un’amichevole con la Svezia. La città pugliese, nonostante lo smacco subito nell’ultimo campionato a vantaggio di Schio, ha preso il posto di quella lariana quale capitale della pallacanestro in rosa. Quella con la Svezia è stata una tappa di avvicinamento

all’ultima chiamata per gli Europei.
L’Additional Qualifying Tournament, una sorta di esame di riparazione programmato dal 4 all’8 giugno, sempre nella calura di Taranto. Prima sfida con la Serbia. Peccato che tra le diciotto convocate dal coach Giampiero Ticchi non vi sia stato spazio neppure per una giocatrice nerostellata. Donvito è stata fermata da un infortunio. Non ci sono comasche, ma ci sono invece l’americana Alexander e la canadese Nadalin: ora sono naturalizzate italiane e hanno 35 e 28 anni. Ci sono altre due giocatrici con il cognome straniero, Ress e Wabara, che a Como non dimenticherà mai nessuno, ma loro sono italiane a tutti gli effetti. Ci sono poi due stelle che evocano i grandi fasti del Pool Comense: Francesca Zara e Raffaella Masciadri. Sono le due leader della Nazionale. Zara è appena tornata in azzurro. Sembra ieri quando arrivò giovanissima alla corte del presidente Pennestrì per vincere tutto. Oggi ha 34 anni. L’ex giovane promessa Masciadri ne ha 31 e ha già vinto dieci scudetti. L’ultimo con Schio, insieme con Chicca Macchi (32 anni), un’altra ex della Comense che ha lasciato però l’azzurro per sua scelta.

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