La necessaria presenza dei vigili di quartiere è un punto di riferimento per ogni cittadino

Ottima decisione e benvenuti i vigili di quartiere!
Vorrei però osservare che il Comune non dovrà pensare che ora ha la comunicazione perfetta con i cittadini, ma bensì solo un canale, buono, a cui se ne possono aggiungere altri.
Sto pensando a un indirizzo e-mail per ogni assessore, dedicato per esempio proprio alle segnalazioni dei cittadini. La moderna tecnologia consente anche facilmente di allegare foto di quanto segnalato e, quindi, mi sembra semplice, poco costoso ed efficace, ovviamente se l’assessore in questione dà seguito al messaggio.
Altro valore aggiunto: poter fare rapidamente dei consuntivi, ossia quante azioni risolutive intraprese, quante inefficaci e quante segnalazioni disattese…

E.Laurenti

Risponde Agostino Clerici
La presenza capillare della Polizia locale nei quartieri va salutata come un sicuro passo in avanti. Due vigili che, a turno, per un’ora alla settimana sono disponibili a vedere le situazioni e ad ascoltare i cittadini, rappresentano indubbiamente una vicinanza tangibile e potranno costituire nel giro di qualche settimana di servizio un punto di riferimento privilegiato. Dico così perché resto convinto che il contatto visivo e auricolare costituisca un vantaggio rispetto alla segnalazione telefonica o mail. I vigili stessi – leggo che sono stati scelti avendo come criterio principale quello della spiccata attitudine al contatto con la gente – potranno intrattenere un rapporto più cordiale e meno asettico. La gente imparerà a riconoscerli. Staremo a vedere se le premesse di questo utile servizio troveranno conferma nella realtà dei fatti.
Il nostro lettore giustamente sottolinea che non ci si deve accontentare di questo canale e che bi-sogna aprirne altri, magari meno personalizzati, ma tecnologicamente più performanti. Infatti, la necessità di ridurre ad una sola ora settimanale la presenza dei vigili in un quartiere rende impossibile a molti cittadini contattarli. Penso concretamente a certe fasce orarie che non sono certo favorevoli a chi lavora, ma già alle 7.15 qualcuno potrebbe essere uscito di casa e alle 19 magari non essere ancora rientrato. Ecco perché sembra un’ottima idea quella suggerita di aprire una casella di posta elettronica per incrementare la possibilità del cittadino di fare segnalazioni e di inviare fotografie. A dire il vero, il nostro lettore vorrebbe una mail per ogni assessore, e sulla car-ta la proposta non è certo irrealizzabile, ma forse è più praticabile l’ipotesi di un unico indirizzo, gestito da una persona (magari della stessa Polizia locale) che poi possa smistare le segnalazioni agli uffici e agli assessorati competenti. Questo renderebbe più omogenea e organica la lettura del territorio.
Comunque si voglia procedere, però, è necessaria una sempre migliore coordinazione tra cittadinanza e amministrazione. Per fare un esempio di questi ultimi giorni, la partenza del nuovo servi-zio di raccolta rifiuti ha messo in risalto anche una difficoltà di comunicazione. Certo, non si può pretendere che il nuovo corso possa entrare a regime con un colpo di bacchetta magica: vi sono state lentezze e inadempienze da parte di chi il servizio lo gestisce, ma anche, sul versante dei cittadini, quella sorta di impermeabilità al nuovo e quella distrazione che rendono difficile ogni cambiamento sociale. E non è un caso che la pagina Facebook di “Aprica” abbia costituito il modo più facile per rivolgere quesiti e avere risposte: un vero e proprio sportello digitale che permette una comunicazione agile, veloce e precisa.
Il nostro lettore vorrebbe che si potesse conoscere quante segnalazioni dei cittadini sono rimaste disattese e quante invece hanno trovato risposta e con quale efficacia. La richiesta è legittima, ma per una simile misurazione bisognerebbe individuare un criterio condiviso di giudizio e garantirne la terzietà. Operazione non certo a costo zero, quindi…

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