La nota del Governo di Bellinzona: «I criminali non passano dai valichi secondari»

La dogana di Ponte Cremenaga

«Allo stato attuale delle cose, non vi sono elementi tali che possano portare l’autorità federale a riconsiderare la chiusura notturna di alcuni valichi secondari». Anche perché «si ritiene che non vi sia un diretto collegamento tra i furti avvenuti nel Mendrisiotto e la riapertura degli stessi». Ancora una volta – in questa occasione rispondendo alla fine di novembre a una mozione e a un’interpellanza presentata da alcuni parlamentari cantonali del Partito Popolare Democratico (Ppd) – il governo di Bellinzona ha ribadito che i valichi minori resteranno aperti di notte. Da un lato, perché così ha deciso il governo federale, l’unico competente in materia. Dall’altro lato perché agire diversamente non avrebbe alcun effetto sulla temuta criminalità di confine. «Per quanto concerne in particolare gli assalti dinamitardi ai Bancomat – si legge nel documento ufficiale – la polizia cantonale ticinese è riuscita a stabilire che i responsabili dei reati sono arrivati su territorio elvetico attraverso il confine verde e non, come inizialmente ipotizzato, attraversando i valichi secondari». Più chiaro di così.

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