Categories: Senza categoria

La nuova categoria degli “affetti stabili”

di Agostino Clerici

«Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona». Ieri, durante il suo messaggio quotidiano da Palazzo Marino, il sindaco di Milano ha letto questa frase, attribuendola a Silvia Romano (in realtà è dello psicoanalista Carl Gustav Jung). La cooperante milanese, rapita in Kenia e liberata in Somalia dopo una prigionia durata diciotto mesi, è tornata nella sua città. Profonde e significative sono quelle parole, un manifesto ideale che trova la sua verifica, però, solo dentro una scelta di vita.

Altrimenti rischiano di confondersi con le frasette scritte sulla carta dei cioccolatini, che lasciano giusto il tempo di una emozione fugace ed effimera. Certo, in un tempo di sopravvivenza come il nostro, tanti si sono trovati chiusi nella prospettiva di una pura necessità di ricevere un aiuto. Eppure resta vero che la vita si genera nel dono, e questa dinamica è ancora più comprensibile se non riduciamo il dono a una offerta di denaro.

Da questo punto di vista, mi ha molto meravigliato che nei giorni scorsi, nel tentativo di definire chi si poteva finalmente incontrare dopo il bimestre di assoluto isolamento domestico, sia stata coniata la nuova categoria degli «affetti stabili».

È curioso che, in un clima di dilagante instabilità affettiva dentro il mare di fragilità che caratterizza la nostra epoca segnata dallo scardinamento proprio di quei legami considerati tradizionalmente solidi, sia spuntata questa definizione, quasi come eruzione di un desiderio sopito, di un bisogno represso, di una mancanza finalmente riconosciuta.

La solitudine a cui siamo stati costretti ha, dunque, fatto emergere che l’essenza della vita è la relazione, una relazione autentica e non passeggera. E ci siamo riscoperti bisognosi non di un generico «altro», ma di un «tu» a cui ci lega un affetto stabile. Proprio quel «tu» a cui, per prima cosa, nel momento in cui possiamo uscire di casa ci è dato il permesso di fare visita, andando finalmente oltre la comunione virtuale dei social. Quel «tu» che, solo, rende stabile una vita sconquassata da mille insicurezze, a cui si è aggiunta da qualche settimana la suprema incertezza dovuta all’imperversare del coronavirus.

Mi ha meravigliato l’evocare – nel linguaggio formale della burocrazia – questa categoria degli «affetti stabili», che resiste ai numerosi «non sappiamo» pronunciati con grande onestà dai sacerdoti della scienza e che sembra riuscire a dissolvere la liquidità delle nostre relazioni. E pensavo questo alla luce anche dell’elenco di numeri che riceviamo quotidianamente, forse per sorreggere il nostro sforzo di sopravvivere: quanti sono i contagiati, i ricoverati in terapia intensiva, i guariti, i morti. Numeri che qualche volta diventano nomi: sono coloro che conosciamo, di cui ci siamo preoccupati, per cui abbiamo magari pregato, che abbiamo pianto in un lutto a cui è stata negata ogni pur minima gestualità.

E questo prender volto dei numeri ci aiuta a considerare una cosa importante: non dobbiamo mai dimenticare che dietro alla freddezza statistica dei numeri ci sono sempre persone, storie di vita, e vite magari donate. Già.

«Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona».

E quel «ciò» che si riceve o si dona, se siamo umani, non sono mai soltanto cose.

Redazione

Share
Published by
Redazione

Recent Posts

Parcheggio sotto casa, da oggi è vietato | Davanti al tuo cancello non puoi più metterla: lo stop è UFFICIALE

Il concetto di passo carrabile è ben definito: si tratta di un accesso che permette…

4 settimane ago

La chiamano la “città degli anziani” | Il record italiano è tutto suo: qui i giovani sono rari come quadrifogli

Genova, una delle città portuali più storiche e affascinanti d'Italia, si trova al centro di…

4 settimane ago

Google Maps, la nuova funzione ti svolta la vita | Ma funziona solo su questi telefoni: tutti gli altri si attaccano al tram

Ritrovare l'auto in un parcheggio affollato o in una città sconosciuta può essere un vero…

4 settimane ago

Macchie della pelle, ho scoperto un trucco fenomenale | Altro che creme e prodotti: tutto il necessario ce l’avevo in casa

Macchie della pelle, ho scoperto un trucco fenomenale | Altro che creme e prodotti: tutto…

4 settimane ago

Alcol test, se sei sobrio ti danno un premio | Cena gratis e tanti complimenti: scatta l’incentivo “Guida sicura”

Alcol test, se sei sobrio ti danno un premio | Cena gratis e tanti complimenti:…

4 settimane ago

Assegno Unico 2026: gli importi sono stati aggiornati | Cosa cambierà per le famiglie italiane

Assegno Unico 2026: gli importi sono stati aggiornati | Cosa cambierà per le famiglie italiane…

4 settimane ago