La Pallacanestro Cantù di ieri e di oggi ai funerali di Francesco Corrado

L'uscita del feretro dalla Basilica di San Teodoro (foto Mattia Vacca) L’uscita del feretro dalla Basilica di San Teodoro (foto Mattia Vacca)

Erano in tanti, almeno 500 persone, all’ultimo saluto a Francesco Corrado, ex presidente della Pallacanestro Cantù scomparso nel tardo pomeriggio di martedì all’età di 81 anni. Sulla bara una sciarpa biancoblù della squadra che ha guidato per anni. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di oggi nella Basilica di San Teodoro a Cantù. A portare conforto al figlio Alessandro e e ai familiari, oltre alle tante persone che hanno conosciuto e apprezzato il padre, molti esponenti della Pallacanestro Cantù di ieri e di oggi. L’attuale società era rappresentata dal presidente Anna Cremascoli, dai soci, dalla prima squadra e dai ragazzi del vivaio. Con loro l’allenatore Stefano Sacripanti, che fu lanciato proprio da Corrado alla guida della formazione brianzola. Una mossa che all’epoca fu definita azzardo, ma che invece dimostrò la lungimiranza dell’allora presidente. Non mancavano rappresentanti delle aziende che negli anni hanno sponsorizzato il club brianzolo e personaggi che in un passato più o meno recente hanno giocato o collaborato con la società canturina. Tra loro Bruno Arrigoni, Simone e Gino Giofrè, Antonello Riva, Bob Lienhard, Pierluigi Marzorati,  Fabrizio Della Fiori, Giuseppe Bosa, Giorgio Cattini, Gianni Corsolini e Alessandro Zorzolo. La Lega Basket – di cui qualche anno fa Francesco Corrado era stato presidente – è stata rappresentata da Maurizio Bezzecchi, direttore della comunicazione. Al rito c’era anche l’ex numero uno della Federbasket Fausto Maifredi. La città di Cantù era rappresentata dal sindaco Claudio Bizzozero.

«Papà, nonno, amico, uomo stimato, cittadino che ha amato la sua Cantù e le ha donato le sue capacità, qualità e creatività. Questa era la chiesa frequentata da Francesco, che tante volte ha partecipato qui alla messa – ha ricordato il vicario della comunità pastorale San Vincenzo di Cantù, don Paolo Baruffini – Ciascuno dei presenti qui oggi ha sicuramente motivi grandi per apprezzare la vita di un uomo che ha saputo collocarsi nella realtà nella quale ha vissuto e nella quale ha voluto essere se stesso e dare se stesso. Oggi, Dio raccoglie la vita di quest’uomo perché non vada dispersa ma anzi porti ancora frutto».
«Ciascuno di noi con la vita è come se ricevesse una lampada, unica e diversa dalle altre, da riempire giorno dopo giorno – ha detto don Paolo facendo riferimento al Vangelo scelto per il rito funebre – Francesco ha saputo riempire la sua lampada, una goccia dopo l’altra, secondo le sue capacità e come la vita gli ha suggerito. Ha aggiunto una goccia per ciascuno di noi, per i familiari, per gli amici, per la città, per la squadra di Cantù. Ci lascia una lampada accesa e sta a noi ora continuare ad alimentarla».
Nel 1999, Francesco Corrado ha di fatto salvato la società canturina, che stava per essere venduta a Pesaro. Ne ha tenuto poi le redini diventando una delle indiscusse pietre miliari della Pallacanestro.
Il suo ricordo non è legato però solo al basket. Commercialista stimato, specializzato nella gestione dei fallimenti, come professionista era considerato tra i massimi esperti italiani. In questa veste, come curatore fallimentare ha guidato il Calcio Como tra il 2004 e il 2005.
«Francesco ora è a tu per tu con Dio e a Dio lo affidiamo – ha concluso don Paolo – Pensiamolo nell’abbraccio del Padre ma anche di sua moglie Anna, che ora ha potuto ritrovare. A noi spetta il compito di continuare una storia di bene e di speranza e di non lasciar spegnere la lampada accesa da Francesco».

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