La passeggiata scivola ancora. Il Comune chiede a Sacaim un controllo d’urgenza

Prosegue il distacco dal lungolago provvisorio firmato Zambrotta
Non c’è pace per il cantiere delle paratie e per le opere annesse. Dopo il primo allarme dello scorso settembre, si ripropone ora in termini allarmanti il problema del distacco dalla passeggiata Zambrotta della grande scalinata in sasso che discende a lago. Opera che scivola in maniera inarrestabile verso il fondo del Lario.
La conferma di ciò che numerosi passanti hanno constatato negli ultimi giorni è arrivata direttamente dal direttore dei lavori per le paratie, Antonio Viola.
«Effettivamente

la scalinata si è mossa ancora – conferma il dirigente di Palazzo Cernezzi – Rispetto a quanto osservato nello scorso mese di settembre (7-8 centimetri di distacco, ndr), le fessure sembrano un po’ più evidenti». Probabilmente, i centimetri di “vuoto” sono diventati una decina o più. E sebbene l’amministrazione non indichi come catastrofica la situazione, urgono verifiche.
«Non temiamo il rischio di un crollo improvviso – afferma Viola – però ho ordinato all’impresa Sacaim di procedere subito con un monitoraggio per poter capire meglio cosa stia accadendo». Il monitoraggio consisterà nello studio dei capisaldi piantati nella zona per annotare ogni ulteriore spostamento della struttura e capirne entità e velocità.
Finora, è stato accertato che la scala verso i Giardini di Ponente ha subìto un distacco dal muro di sponda realizzato in calcestruzzo armato, della nuova passeggiata. Muro che, a sua volta, è legato alla parte strutturale delle nuove vasche di laminazione, ossia i “gioielli” tecnologici di tutta l’operazione paratie. Da questi movimenti è scaturita la rottura di alcuni tiranti (nessuno sa esattamente quanti, ndr) che trattenevano le palancole.
Tornando alla necessità per il Comune di avere in tempi rapidi riscontri concreti sul problema-scalinata, Viola sostiene che spetta a Sacaim intervenire. «È vero che il cantiere per le paratie è fermo – sottolinea Viola – ma l’azienda potrebbe comunque compiere il monitoraggio e poi darci i dati». Questa vicenda specifica, dunque, si intreccia a pieno titolo con lo stato di salute della Sacaim.
L’azienda veneziana, come noto, dopo avere evitato il fallimento immediato la scorsa estate, è ora in una fase commissariale straordinaria. Dopo il primo spiraglio di luce arrivato a metà settembre, con la relazione al Tribunale dell’avvocato Marco Cappelletto con cui si affermò che esistevano le condizioni per evitare il fallimento, ora è scattata la fase due. Quella in cui la stessa Sacaim, ora gestita da un pool di commissari, può comunicare alle amministrazioni pubbliche se e quando riprendere i cantieri rimasti in sospeso. Tra questi, naturalmente, c’è quello delle paratie, per il cui riavvio a Palazzo Cernezzi sarebbe già tutto. Gli uffici, infatti, hanno già predisposto la bozza del cosiddetto atto di sottomissione. Che, tradotto, significa che i documenti per sancire la ripresa dei lavori sono pronti e avrebbero bisogno soltanto della condivisione, con successiva firma ufficiale, da parte della Sacaim. Capire quando davvero le due parti – Comune di Como e azienda – potranno trovarsi allo stesso tavolo non è facilissimo, anche se a Palazzo Cernezzi sembra aleggiare un cauto ottimismo. Per ora, però, l’unico dato certo è che il cantiere è fermo dal 24 gennaio.

Emanuele Caso

Nella foto:
Ecco come si presenta la scalinata a chi percorre la passeggiata Zambrotta (Fkd)

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