Cronaca

La piaga dei writer. Il centro ridotto a lavagna per scarabocchi e insulti

alt I vandali con le bombolette

(m.v.) Messaggi d’amore, parole incomprensibili, insulti e scarabocchi. Como è letteralmente invasa dai writer. Muri usati come tele, sui quali però è difficile riconoscere il tocco dell’artista.
Dopo anni in cui il fenomeno sembrava ridimensionato, gli ultimi mesi hanno riservato nuove, spiacevoli, sorprese a chi abita negli edifici del centro storico. E i residenti sono esasperati perché devono continuamente metter mano al portafogli per ripulire le facciate delle proprie abitazioni.
Nulla viene risparmiato. Passeggiando per

via Diaz, solo per fare un esempio, si nota come la mano dei vandali sia arrivata anche sui portoni, sulle cassette della posta e sui cartelli delle indicazioni turistiche. Non si salvano neppure i monumenti o i musei, basti vedere in che condizioni versa la Pinacoteca Civica.
Insomma i graffitari si fanno letteralmente beffa del bene pubblico come di quello privato.
Tra le strade prese di mira ci sono la centralissima via Vittorio Emanuele II, soprattutto il tratto verso piazza Medaglie d’Oro, via Tridi (che collega via Vittorio Emanuele con via Odescalchi), via Odescalchi, via Volpi e via Diaz. Via Rovelli, poi, deve essere stata scambiata per luogo deputato a comunicazioni varie visto che, nell’era di Internet e degli sms, c’è chi sente il bisogno di raccontare di aver vinto una partita scrivendolo sul muro di un edificio.
Nella maggior parte dei casi si tratta di raid notturni, che saltano all’occhio il mattino seguente. A poco sono servite fino ad ora le telecamere installate dal Comune, le cui immagini possono essere conservate per 48 ore. Anche per questo il sindaco, Mario Lucini, ha più volte chiesto la collaborazione dei cittadini, invitandoli a segnalare tempestivamente i nuovi vandalismi così da visionare nell’immediatezza le registrazioni e rintracciare i responsabili.
Dal canto loro i residenti arrabbiati continuano a chiedere più controlli, nella speranza che il fenomeno possa essere arginato, se non eliminato del tutto.

Nella foto:
Via Tridi, il vicolo che collega via Vittorio Emanuele con via Odescalchi, è uno degli spazi preferiti dagli imbrattatori
16 marzo 2013

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