La pioggia bagna le polveri sottili. Binda: «Ticket di ingresso e sviluppo del carpooling»

(p.an.) Alla lunga la pioggia ha vinto sullo smog. Ieri la media delle polveri sottili delle centraline del Protocollo aria in provincia ha fatto segnare 18 microgrammi per metro cubo. Polveri bagnate, quindi, ma misure di secondo livello ancora in vigore. Devono infatti esserci due giornate sotto la soglia.
Attenzione quindi ancora con i termostati dei riscaldamenti, che non possono superare i 19 gradi. Non si possono accendere stufe a pellet, camini e fuochi all’aperto. Le auto a benzina Euro 0, diesel Euro 0, 1 e 2 non possono circolare oggi, nonostante sia un giorno festivo. Limitazioni pure per le Euro 3 diesel, senza il filtro antiparticolato (dalle 9 alle 19 se si trasportano persone e dalle 7.30 alle 9.30 per le merci).
Domani dovrebbe essere l’ultima giornata di limitazioni visto che anche per oggi sono previste precipitazioni intense e diffuse.
Passato lo smog, rimangono però le polemiche. Ieri sul “Corriere di Como” erano intervenuti anche duramente lo pneumologo dell’Asst Lariana, Antonio Paddeu e il presidente della Coldiretti, Fortunato Trezzi.
«Mancano provvedimenti strutturali sul trasporto e non ci sono investimenti sul verde», avevano sostenuto entrambi.
Oggi sulla questione interviene invece l’ex assessore alla Viabilità, Nini Binda.
«Inquinamento e ipocrisia dell’emergenza vanno di pari passo da troppo tempo», attacca Binda, che di recente si è impegnato in prima persona per cercare di risolvere la scarsa affluenza a un parcheggio di cintura, come il Valmulini.
«Le conseguenze dello smog sono un pesante peggioramento delle condizioni di vita e concreti danni alla salute – aggiunge – Occorre essere onesti intellettualmente e non pensare che basta dire che le auto inquinano per aver risolto i problemi».
«Non cambierebbe nulla se su ogni auto si scrivessero le stesse frasi di monito che si ritrovano sui pacchetti di sigarette. Serve un cambiamento nello stile di vita e nell’interesse comune», spiega l’ex assessore, che dice no al «terrorismo psicologico» e ai «provvedimenti tampone».
«Il principio che chi inquina paga deve essere applicato, ma non penalizzando i vecchi veicoli utilizzati, magari dalla popolazione di fascia più debole», aggiunge.
«Paghi chi in città si muove con auto progettate per la Parigi-Dakar, chi porta i Suv fin fuori dalle scuole…».
«Soluzioni? Agire senza ipocrisia, potenziare il corpo dei vigili urbani, senza vigilanza i provvedimenti sanzionatori sono inutili, aumentare le zone a 30 all’ora» e ancora «ticket d’ingresso, car pooling, asfalti, mezzi pubblici potenziati», conclude Nini Binda.

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