La pioggia battente non placa l’energia di Bruce

altSpringsteen in tour allo stadio di San Siro

Che i fan di Springsteen siano “accecati dalla luce”, come raccontava Gianluca Morozzi nel suo romanzo, non è una novità. Quando il faro del Boss (nella foto) si accende in Europa, il suo tour si trasforma in un autentico pellegrinaggio di fedeli. Non li ferma nessuno, nemmeno il freddo e la pioggia. Nei giorni scorsi a Monaco, in Germania, 4 gradi e l’acqua incessante non sono bastati a rovinare la festa: Springsteen ha iniziato con una versione acustica di Who’ll Stop the Rain?, domanda inutile

perché la pioggia non si è mai fermata, e ha proseguito cantando tutto Born in Usa. Un disco che ha scaldato muscoli e cuori e lasciato al freddo solo le dita del povero Steve Van Zandt che ha avuto il suo bel da fare per far girare al meglio le ruggenti sei corde delle sue chitarre. E anche a Napoli – dove l’eco delle polemiche con una parte delle istituzioni locali non è ancora spento, soprattutto dopo l’accorata lettera di Claudio Trotta, patron di Barley Arts, al Ministro Bray – dal punto di vista meteorologico la situazione non è migliorata. Infatti anche in piazza del Plebiscito, dove Bruce ci ha messo del suo accennando Oh sole mio, Giove pluvio non ha voluto sentire ragioni. Quando il rocker americano si è messo a cantare The Promised Land, secchiate d’acqua si sono riversate sui fan. Niente paura, anzi: da qui in poi lo show si è trasformato nel solito canto corale, con Pay Me My Money Down a dare il via alle danze. Venerdì 31 maggio, il tour di sua maestà il Boss toccherà Padova, dove le previsioni non sono per niente confortanti, per poi approdare, il 3 giugno, allo Stadio San Siro a Milano, data per la quale, ad oggi, si può prevedere il solito “bagno” di folla.

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