La pista ciclabile annunciata da 13 anni

Dal Ghisallo a Milano

Ho letto che tra gli impegni per valorizzare il Museo della bicicletta del Ghisallo, a rischio di non riaprire dopo la chiusura invernale, il ministero dei Beni culturali si guarda bene dall’annunciare stanziamenti di fondi, ma solo elargisce un tris di belle idee da realizzare.
Tra esse quella di una pista ciclabile che unisca la detta località, meta di un’assidua frequentazione di cicloturisti nei fine settimana di ogni stagione dell’anno, alla città di Milano, nel contesto delle iniziative per Expo 2015.
Sbaglio, o si tratta di un già sentito dire? Il 9 settembre 2000, ossia ancora prima dell’inizio della costruzione del Museo, codesto quotidiano riportava la notizia che l’allora assessore regionale agli Affari Generali, Guido Della Frera, aveva ufficialmente annunciato la medesima iniziativa, garantita da uno stanziamento della Regione Lombardia di due miliardi di lire.
Da allora sono passati invano tredici anni. Quali speranze possiamo nutrire che questa volta venga seriamente presa in considerazione quell’opera per merito della quale i numerosi appassionati del nobile sport delle due ruote possano pedalare serenamente perché al sicuro dai rischi del traffico; e, di converso, gli automobilisti possano viaggiare in solitudine sulle carreggiate della Vallassina senza più l’assillo di doverli scansare?

Bruno Faccini

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