La poesia in Val Cavargna dà voce alle tradizioni

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Al “Festival delle Meraviglie” protagonista il libro “Dedicato” di Lino Mancassola

L’estate 2013 sarà da archiviare nell’album dei ricordi più elegante per la Val Cavargna, dove sta per arrivare (dal 24 agosto alle ore 14 al 22 settembre alle ore 20), a San Bartolomeo, il secondo “Festival delle Meraviglie”. Quest’anno è un anno speciale per l’intera valle, perchè una delle sue associazioni più importanti, il “Corpo Musicale di Santa Cecilia di San Bartolomeo”, compie 50 anni dalla fondazione, e il Festival delle Meraviglie proprio quest’anno è la partenza delle numerose

giornate in programma per i festeggiamenti di questo importante traguardo.
Tra gli eventi clou del festival in Val Cavargna ci sarà la presentazione del libro Dedicato di Lino Mancassola, presidente sia del “Gruppo folcloristico Val Cavargna” che del corpo musicale. La presentazione sarà domenica 25 agosto alle 17, a San Bartolomeo. Il ricavato delle vendite del libro sarà interamente devoluto al Corpo Musicale per il suo sostentamento. Introdurrà il professore Mario Colombo, entomologo e già assessore alla Cultura della Provincia di Como. Una seconda presentazione si terrà domenica 15 settembre alle 14.30, sempre a San Bartolomeo Val Cavargna, nel 50° anniversario della fondazione del Corpo Musicale Santa Cecilia di San Bartolomeo. Interverrà Cristina Cappellini, assessore alle Culture della Regione Lombardia.
I fondi necessari per la stampa del libro sono stati ottenuti attraverso l’aiuto di colleghi ed amici. Come si legge nella presentazione del libro a cura di Gloria Mancassola, «tutti i versi sono dedicati a qualcuno o sono scritti per qualche occasione speciale: l’intenzione di Lino è proprio quella di rallegrare l’animo dell’amico e degli amici ai quali si rivolge. Auguro dunque a quanti li leggeranno di sentirsi partecipi degli stessi sentimenti che è riuscito a trasmettere ai destinatari, in questi anni di singolare produzione poetica».
Le poesie descrivono momenti storici e scene della vita quotidiana e della realtà della valle. Il coordinamento generale dell’opera è di Antonio Bertelè, appassionato di dialetti e affascinato dalla Val Cavargna. Che in copertina scrive: «La cultura popolare è viva? A leggere i sonetti e le rime libere di Lino Mancassola sembrerebbe proprio di sì. La freschezza dei ricordi, il senso di appartenenza alla comunità di amici e parenti, l’amore verso la sua terra sono gli ingredienti principali, che ci restituiscono un mondo prezioso e non ancora fagocitato da un’umanità che spesso ha perso un suo “centro” (…). L’idioma cavargnone ha sue caratteristiche e a volte si discosta in modo deciso dalla famiglia dei dialetti a cui appartiene (…), segno sì di un passato isolamento, ma anche di peculiarità che sarebbe un delitto andassero perse».

Nella foto:
A sinistra, il corpo musicale. Sopra, la copertina del libro di Lino Mancassola

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