La preferenziale c’è ma non si vede. Bus “prigionieri” della Napoleona

altI paradossi della viabilità
Fascia oraria in via Milano e code in via Grandi: la beffa è servita

Code, traffico e macchine perennemente incolonnate. Scene di ordinaria amministrazione che si ripresentano ogni mattina a quanti sono in arrivo in città. E anche ieri, verso le 8.15, il serpentone di vetture inchiodate sull’asfalto partiva da metà di via Napoleona. A fare da “tappo”, il divieto di accesso in vigore nella parte alta di via Milano – operativo dalle 7 alle 9 – che faceva inevitabilmente confluire tutto il traffico in tangenziale, creando rallentamenti e file interminabili. Ieri

mattina la situazione si è andata normalizzando dopo le 9. Ma si tratta di un problema che si ripresenta sempre più di frequente.
Una limitazione all’accesso, quella attiva in via Milano Alta, che fin dalla sua comparsa, oltre un anno e mezzo fa, ha suscitato violente polemiche. In prima linea i commercianti di questa parte della strada che sostengono di aver perso diversi clienti, obbligati a svoltare in via Grandi e proseguire in tangenziale.
«Il divieto di transito dalle 7 alle 9 è stato introdotto, in base a quanto dichiarato dal Comune, per permettere ai bus di linea di viaggiare in orario e per aumentare gli utenti dell’autosilo in Val Mulini – dice il portavoce dei commercianti di questa zona di città, Stefano Vicari – Da tempo chiedo di avere dati concreti su questi punti. Vogliamo e abbiamo diritto di sapere se il provvedimento abbia davvero portato benefici alla città, giovamenti dimostrabili. Diversamente, non ha senso andare avanti. Vogliamo vedere i risultati nero su bianco».
Anche perché un ragionamento consequenziale viene subito in mente osservando la situazione viabilistica in mattinate come quella di ieri. Cioè quando i mezzi pubblici in arrivo dalla Napoleona rimangono inevitabilmente impantanati nelle code che partono da via Grandi, subendo rallentamenti e ritardi. Una situazione che, di fatto, vanifica la creazione della corsia preferenziale – dalle 7 alle 9 – in via Milano Alta.
«La richiesta dei dati è giustificata proprio per capire se in effetti siamo davanti a una bufala o a un provvedimento utile. Non ce li hanno mai forniti – spiega sempre Stefano Vicari – Ci hanno soltanto detto, a voce, che i numeri erano confortanti».
Non viene considerato positivamente un altro elemento emerso di recente. Il divieto di transito in via Milano potrebbe essere revocato, ma soltanto di domenica. La proposta, formulata dal sindaco di Como, Mario Lucini, è al vaglio degli uffici. Ma sempre Stefano Vicari stoppa l’iniziativa.
«Ribadisco ancora – dice Vicari – che cancellare la fascia oraria di domenica aumenterebbe soltanto il caos e la confusione. Da tempo chiediamo che sia installato un pannello a messaggio variabile per fare chiarezza. Invece il Comune continua a fare cassa con le multe perché i cartelli già installati non sono affatto chiari e ingannano gli automobilisti». E proprio su questi introiti Vicari chiede «almeno che vengano in parte destinati alla riqualificazione del quartiere».
Una realtà che deve fare i conti con l’ormai cronica mancanza di parcheggi. Dopo la cancellazione della zona di sosta della Ticosa – oltre 500 i posti auto – si è di fatto azzerata la possibilità di trovare un posteggio nei dintorni.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Lo stridente confronto tra la parte finale della Napoleona intasata dal traffico e via Milanto Alta completamente deserta. A destra, un’altra immagine che testimonia il traffico bloccato in Napoleona (foto Fkd)

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