La prima uscita dei due piloti “lariani” al Motomondiale

Meglio l’ippica

di Paolo Annoni

Anche prima che arrivassero George Clooney e le sue Harley-Davidson, tutti si erano accorti che le strade del Lago di Como sono un vero e proprio paradiso per le due ruote. Ma se la tradizione motociclistica lariana forte di marchi come Moto Guzzi o Fantic Motor, di raduni, di Motoclub storici e molto attivi, di corse epiche come la Cernobbio-Bisbino è nota nel mondo, lo stesso non si poteva dire fino a qualche tempo fa per i piloti “Made in Lario”.
Per tre generazione di comaschi l’unico

vero asso del motociclismo è stato Angelo Tenconi, oggi presidente del Moto Club Como 1903.
È vero, dopo Tenconi hanno incantato in pista il compianto Germano Conti e Angelo Conti da Dongo, mentre sulla sponda lecchese il funambolico Ezio Gianola è stato capace di vivere per 10 anni nel circo del Mondiale e di vincere nove Gp. Tutto questo fino all’era di Claudio Corti e di Ben Spies.
Il 22enne comasco, che domenica sera in Qatar non è andato oltre il 20° posto (partiva con il 28° tempo sulla griglia), secondo gli addetti ai lavori si potrà ritagliare un ruolo da outsider in questa nuova classe, la Moto2, categoria cadetta che ha sostituito la 250. Corti cavalca una Suter, la stessa moto che è arrivata al terzo e al sesto posto nella classifica finale. Un segno che il “cavallo” svizzero c’è, anche se si tratta di un marchio ancora non conosciutissimo a livello commerciale. E c’è un po’ di Como anche nella classe regina: la MotoGp iniziata, come è finita lo scorso anno, con una vittoria di Valentino Rossi. L’esordiente Ben Spies, texano iridato di Superbike che da anni ha scelto il Lario per vivere, ha tagliato il traguardo al 5° posto. Corti e Spies, due centauri “comaschi” protagonisti al Motomondiale.

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