La Procura: «Sistema corruttivo ancora pienamente attivo»

Tribunale di Como

Il sospetto della Procura è che il quadro a tinte fosche possa essere ben più grande di quello fin qui rappresentato. L’operazione di ieri mattina ha portato a “tagliare il filo” di una attività che lo stesso gip definisce «un sistema corruttivo ancora pienamente in atto».

Motivo per cui nelle prossime ore le indagini, al posto di fermarsi, accelereranno di nuovo per controllare presumibilmente tutte le attività dello Studio Pennestrì, di cui ieri sono già state sentite le segretarie. Insomma il quesito, in parole estremamente povere, è: la vicenda della Tintoria Butti è stata l’unica oppure di episodi ve ne sono stati altri? La sensazione è che si possa andare in questa seconda direzione. Come del resto lasciava presagire l’inizio delle indagini, nate dalla denuncia di due funzionari che rivelarono le «indebite pressioni» dell’allora direttore per «indurre i pubblici ufficiali a esercitare le loro funzioni in modo parziale per far conseguire alle società verificate vantaggi indebiti». Parole queste che lascerebbero presagire, come detto, un giro ben più ampio o, come lo chiama la Procura, un «sistema».

Secondo il gip, i due Pennestrì si sarebbero accreditati sul territorio come «referenti per chi intendeva ottenere vantaggi fiscali indebiti». «Quel che è pacificamente emerso è che i due funzionari sono da mesi stabilmente a disposizione dei professionisti e dei loro corruttori» per intervenire o «comunque alleggerire le possibili conseguenze sfavorevoli».

Parole chiare e nette che fanno pensare – come detto – a una attività investigativa solo all’inizio e a una serie di verifiche che nelle prossime ore verranno intraprese. In attesa anche di capire se gli arrestati intenderanno parlare.

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