La proposta: «Consentire l’ingresso in Italia in una fascia entro i 20 km»

Cartello dogana Italia Svizzera

Il tentativo, confortato dai numeri della pandemia in costante regressione, è quello di tornare lentamente a una parvenza di normalità. Ecco allora che sarà decisivo, specialmente per un territorio di confine quale è quello comasco, elaborare un piano che non vada contro ma anzi faciliti l’integrazione delle norme sulle riaperture italiane con quelle che oltre confine inizieranno a essere operative da domani.
Proprio con l’attenzione rivolta al delicato equilibrio esistente tra i due lati del confine, da diversi giorni si sta dunque lavorando per condividere un percorso unitario e duraturo.
«Da alcune settimane siamo all’opera con i ministeri competenti per riuscire a programmare in sicurezza la riapertura delle frontiere con la Confederazione elvetica in modo da far ripartire tutta l’economia di frontiera duramente colpita dalle restrizioni», dichiara il senatore varesino Alessandro Alfieri, da sempre attento ai problemi esistenti sul confine.
«Per questo ho presentato un ordine del giorno ad hoc al Decreto sostegni, in discussione ora al Senato, che, se approvato, consentirà l’ingresso in Italia dei cittadini svizzeri, in una fascia entro i 20 chilometri dal confine, senza la necessità di dover eseguire il tampone. Una misura analoga a quella in vigore oggi per i nostri frontalieri e fondamentale ad esempio per settori come commercio e ristorazione», precisa sempre Alfieri che dunque punta a far aprire una fascia sicura e utile a far riprendere, ad esempio, l’attività del commercio che da sempre è una forte attrattiva per gli svizzeri che vivono sul confine e che, in passato, affollavano supermercati e negozi comaschi visto anche il cambio favorevole del franco. Così come i bar e ristoranti spesso meta dei ticinesi e non solo.
Tutto ciò anche in considerazione del fatto che, ad esempio nel settore della ristorazione, oltreconfine da domani sarà già possibile – in anticipo di una settimana rispetto a quanto accadrà in Itali nelle zone gialle – per bar e i ristoranti riaprire le loro terrazze, a condizione che siano rispettate regole quali l’obbligo di consumare stando seduti e d’indossare la mascherina finché non arrivano le consumazioni, e la limitazione a quattro ospiti al massimo per tavolo, «Sono molto contento che anche il senatore Stefano Candiani (Lega) abbia assicurato il sostegno all’ordine del giorno – conclude il ragionamento Alessandro Alfieri – questa è una iniziativa a favore di tutto il territorio che non deve avere colori politici. Non sarà facile, perché il tema coinvolge anche il rapporto con altri Stati, ma dobbiamo provarci fino in fondo».
I prossimi giorni saranno dunque decisivi per stabilire nuove e decisive regole sul confine che assecondino il programma delle ripartenze sia dell’Italia che della Svizzera.

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