La proposta di Mario Lucini per riempire l’autosilo Valmulini: «Mettiamoci le auto dei frontalieri»

Autosilo Valmulini, ultima fermata in Italia per i frontalieri? Provocazione o progetto concreto, ancora non si sa. Ma la “cattedrale” che sorge, ormai sempre più abbandonata, a ridosso del vecchio ospedale Sant’Anna potrebbe trasformarsi in un maxi-posteggio dove i frontalieri comaschi potrebbero essere prelevati dai pullman svizzeri per essere condotti sul luogo di lavoro.
L’idea nasce da una duplice e sempre più pressante esigenza: rivitalizzare un autosilo morente e contrastare la battaglia del Ticino contro le auto dei frontalieri.
Di recente, a Mendrisio sono stati cancellati numerosi posteggi liberi utilizzati dagli italiani. E così, Provincia e Comune di Como cercano una soluzione per evitare che i lavoratori di confine vadano in Ticino in macchina.
«Vorremmo organizzare aree di sosta in Italia per i frontalieri – ha detto martedì sera in diretta su Etv il sindaco di Como, Mario Lucini – aree dalle quali far partire mezzi pubblici svizzeri per il trasporto dei pendolari».
La proposta non si è ancora concretizzata, nonostante molti incontri. «Potrebbero essere predisposte aree di sosta nell’Olgiatese, ma anche in città. L’autosilo Valmulini – ha detto Lucini – potrebbe servire come posteggio di interscambio per la partenza dei mezzi pubblici messi a disposizione dalle autorità elvetiche». E chi il tema lo segue particolarmente da vicino è Roberto Cattaneo, responsabile Uil frontalieri.
«Sono un sostenitore ante litteram della necessità di creare parcheggi di scambio e di agire con maggior convinzione sul car pooling – dice Cattaneo – Anche perché, entro poco, arriveranno proibizioni e regole sempre più stringenti per chi varca il confine in auto. In Svizzera, infatti, non possono accettare ancora a lungo l’invasione quotidiana di 60mila auto».
Sull’idea lanciata dal sindaco Lucini emergono, però, alcune perplessità. «Bisogna verificare intanto la disponibilità dei mezzi svizzeri a entrare in Italia e spingersi fino all’autosilo Valmulini. Un conto è creare aree di sosta a pochi chilometri dal confine. Penso a paesi come Olgiate Comasco, Albiolo, Valmorea o lungo la provinciale che porta a Bizzarone. Farli qui, a pochi passi dalla dogana, forse potrebbe avere un senso – aggiunge Roberto Cattaneo – L’idea Valmulini mi sembra forse più che altro una provocazione. L’ipotesi, immagino, sarebbe di rivitalizzare una struttura che ormai non attrae più gli automobilisti ma, francamente, mi sembra complessa», aggiunge il sindacalista.
Infine, un’ultima indicazione. «In Ticino sono pochissime le aziende di una certa dimensione che, potendoselo permettere, hanno predisposto un pullmino per recuperare i frontalieri in Italia – conclude Cattaneo – Ma il servizio è poco diffuso».

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