Prosegue la protesta dei “forconi”. Nuovi pesanti disagi per gli automobilisti

1manif1Macchine ovunque. Anche nella mattinata di martedì centinaia di automobilisti imprigionati nelle vetture hanno contraddistinto il panorama alle porte di Como. La seconda giornata di protesta dei “forconi” ha infatti paralizzato il traffico in ingresso in convalle. E si replica anche mercoledì. Giovedì invece la protesta si dovrebbe spostare – l’autorizzazione verrà richiesta nelle prossime ore – fuori dalla sede di Equitalia, in pieno centro. Si annuncia dunque ancor più confusione.

Le vie Varesina e Pasquale Paoli si sono trasformate in trappole d’asfalto per le macchine in arrivo. L’immagine – da Trecallo a piazza Camerlata e dall’uscita della A9 fino in fondo a via Paoli – era identica: le luci rosse degli stop perennemente accese. Caos a Lazzago.

Rallentamenti e code lungo la Statale dei Giovi a partire da Grandate. Leggermente più scorrevole la situazione lungo la Canturina. In molti, inoltre, scottati dal tempo perso nelle code di lunedì mattina, hanno deciso di utilizzare percorsi alternativi per raggiungere il centro di Como evitando così il blocco di Camerlata. Con il risultato di intasare anche la Garibadina e la Valfresca, specialmente nel tratto conclusivo di via Nino Bixio. Un’altra giornata di ordinaria follia viabilistica, dunque.
E nel cuore della protesta, intorno a piazza Camerlata, le facce scure all’interno degli abitacoli erano molte. Parecchi gli automobilisti infuriati contro i manifestanti ma altrettanti quelli solidali. Intorno alle 10 di ieri mattina, giusto per citare un esempio, si impiegava non meno di un’ora per coprire i due chilometri di strada tra il cartello di Trecallo sulla via Canturina fino all’innesto con via Badone (sulla via Varesina), arteria che conduce nel tratto finale di via Paoli. E da qui un’altra mezz’ora abbondante per percorre gli ultimi 200 metri fino al semaforo. E proprio in corrispondenza dell’incrocio i manifestanti hanno continuato a distribuire i volantini e a intonare slogan. Tantissimi gli studenti che si sono uniti alla protesta. 

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