La rabbia degli amministratori: «Assurdo tagliare questi presìdi»

Parlano i sindaci dei comuni interessati
Gli ospedali che hanno rischiato di finire sotto la mannaia dovevano essere ben 257. Sparpagliati in tutta Italia. Tre quelli operativi nel nostro territorio. L’operazione avrebbe garantito il recupero di 200 milioni di euro.
Il banco però è saltato, almeno per ora, e la Spending review sanitaria andrà ricalibrata in base ai singoli casi.
Ma a Menaggio e a Mariano Comense il rischio è stato concreto. «In effetti, ogni volta che si parla di tagli, si ripresentano le stesse ansie.
Ma se si guardassero i numeri, la qualità del servizio e le prestazioni erogate non soltanto ai cittadini di Menaggio ma al vasto bacino d’utenza che abbraccia i tanti paesi limitrofi, mai dovrebbe esserci la minima preoccupazione sul futuro del nostro presidio – dice il sindaco di Menaggio, Alberto Bobba – Nel nostro nosocomio non vengono erogate prestazioni superspecialistiche ma si garantisce l’efficienza di una struttura in grado di esaudire le necessità della gente». La retromarcia effettuata dal governo, dice Bobba, «penso proprio che derivi dall’aver valutato tutti questi fattori. Anche perché hanno già eliminato il Tribunale e altri uffici pubblici decentrati. Togliere pure l’ospedale non avrebbe avuto senso», aggiunge.
Una sforbiciata che avrebbe causato seri problemi, come detto, anche all’ampio bacino di utenti dei paesi confinanti. «Sono soddisfatto di quanto deciso. Anche perché ogni mattina, a ogni risveglio, il nostro timore è che vengano tagliati questi servizi fondamentali – dice Mauro Robba, sindaco di Dongo e presidente della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio – Il presidio di Menaggio deve restare. È fondamentale per la zona del Ceresio e del Centrolago. Un’ipotetica chiusura avrebbe ripercussioni gravissime. E poi sarebbe ora di smetterla con i tagli indiscriminati, in zone da sempre virtuose». Altro comune nevralgico è Mariano Comense dove anche l’ospedale “Felice Villa” ha rischiato di saltare.
«La competenza in ambito sanitario è regionale. Mi domando perché, allora, a cadenze periodiche, arrivino questi tentativi di ingerenza dall’alto, da Roma – interviene il sindaco di Mariano Comense, Alessandro Turati – La Lombardia è la regione con il sistema sanitario più efficiente e l’organizzazione migliore. È un modello. Perché annunciare simili tagli? O esercitare tali ingerenze ingiustificate?». Allarme rientrato, almeno per ora. «Non si riesce mai a mantenere la giusta tranquillità per lavorare. Il presidio di Mariano è ormai da tempo un polo riabilitativo d’eccellenza. Un punto di riferimento territoriale per patologie e malattie importanti, come la Sla. Non avrebbe alcun senso logico chiuderlo», conclude il sindaco Turati.

Fabrizio Barabesi

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