Cronaca

La rabbia delle associazioni d’Arma: «I giovani riscoprano i giusti valori»

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«È inaccettabile che continuino a deturpare un simbolo importante come il Monumento ai Caduti. Speriamo almeno che sia ripristinato prima del raduno delle associazioni di combattenti di domenica prossima, un evento simbolico importante per la città di Como che richiamerà moltissime persone».
L’appello è di Mauro Zanutel, presidente Interarma di Como, rammaricato dopo l’ennesimo blitz dei vandali che nella notte tra venerdì e sabato scorsi hanno rotto un vetro della cripta dell’opera in memoria dei soldati morti in guerra. «Manca l’educazione, questo è il vero problema», dice Zanutel, che auspica di vedere l’opera riparata già nei prossimi giorni.

«L’ufficio tecnico ha assicurato che interverrà per sostituire il vetro nel più breve tempo possibile – gli risponde l’assessore alla Sicurezza del Comune di Como, Marcello Iantorno – Il Monumento sarà ripristinato prima della sfilata delle associazioni delle forze armate».
L’ennesimo sfregio al Monumento di Sant’Elia è motivo di dispiacere per i gruppi che rappresentano le forze armate. Per Enrico Gaffuri, presidente dell’Associazione Alpini di Como, più ancora che la repressione serve la prevenzione.
«L’atteggiamento corretto per combattere simili comportamenti non è tanto nel potenziamento della vigilanza – dice – In passato era stata avanzata la proposta di turni di sorveglianza coinvolgendo le associazioni combattentistiche. Non siamo favorevoli, innanzitutto perché non dobbiamo sostituirci alle forze dell’ordine, ma soprattutto perché siamo convinti che sia più importante l’attività di formazione dei giovani. Quanto più si cerca di orientare i giovani a comportamenti più sobri e virtuosi, meno ci sono rischi che si verifichino questi gravi episodi – continua Gaffuri – Lavoriamo molto con i ragazzi nelle scuole, organizziamo tanta attività di formazione. Si deve stare accanto ai giovani perché crescano con sentimenti migliori».
Il raid vandalico al Monumento ai Caduti è un affronto grave. «Mi ha dato fastidio, fa molto male, non è accettabile che vadano a devastare un simbolo così importante – dice il presidente degli Alpini – Probabilmente, coloro che hanno compiuto questo gesto non hanno la più pallida idea di cosa il Monumento rappresenti. Più riusciremo a far capire quali valori stanno dietro a queste opere e quanto sia importante ricordare i Caduti e cosa ci hanno lasciato, meno ci troveremo a far fronte a simili situazioni».
Il presidente degli Alpini di Como boccia anche l’idea di una cancellata che protegga il Monumento.
«Meglio lasciarlo com’è e trasmettere valori importanti di civiltà – conclude Enrico Gaffuri – È una sconfitta essere costretti a cintare tutto ciò che ci sta a cuore, non dobbiamo arrenderci passivamente affidandoci alle ronde o alle cancellate. Meglio la cultura e la civiltà». Più drastico e rassegnato appare il presidente dell’Associazione Granatieri di Sardegna, Pietro Baratelli. «Ormai sono portato a pensare che la situazione sia questa, che l’Italia è così e che non c’è alcun rimedio – dice – Vediamo danni da tutte le parti. Questo ennesimo sfregio è gravissimo e intollerante. Non è accettabile che sia preso di mira il Monumento ai Caduti. Ormai il rispetto delle leggi e dei valori è un’utopia, non è più un valore. Non basterebbe neppure una cancellata a proteggere il Monumento ai Caduti così come altre opere simboliche – aggiunge Pietro Baratelli – Non c’è più alcun rispetto, vige l’anarchia, siamo costretti a subire i delinquenti. La legalità sembra non conti più nulla, c’è troppo lassismo, anche quando viene individuato un writer o un teppista la pena è minima o nulla. Sono sconcertato e infelice di vivere in questa società e non vedo via d’uscita. Ci stiamo facendo del male. Abbiamo preso una deriva non bella. Sono basito e non so più cosa dire, non vedo soluzioni».

A. Cam.

Nella foto:
Il vetro dell’ingresso del Monumento ai Caduti rotto probabilmente da un gesto vandalico (Fkd)
7 ottobre 2014

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