La rassegna Proposte è stata un successo. Superati i timori legati all’effetto Covid

Proposte 2021

Le aspettative erano molte, ma anche le incognite e le preoccupazioni non mancavano: dopo quasi due anni di stop forzati alle fiere, Proposte poteva rivelarsi una specie di azzardo, fra timori sanitari e “pezzi” di mondo dai quali è difficile muoversi e, soprattutto, con una economia ancora fiacca, con i consumi provati dal Covid.
E invece, a consuntivo, la rassegna dei tessuti per la casa è stata un successo. Chiusa ieri la tre giorni di esposizione dei tessuti per l’arredo e la casa a Villa Erba di Cernobbio – sede storica della rassegna fin dal 1993 e sempre apprezzatissima da espositori e visitatori – la manifestazione ha scontato gli effetti della situazione generale, ma ha anche evidenziato segnali incoraggianti.
«Ci riteniamo altamente soddisfatti dei risultati ottenuti. Negli stand abbiamo respirato entusiasmo e voglia di fare business in presenza, si è tornati a fare quanto più è mancato in questi mesi: poter toccare i tessuti e guardarsi negli occhi», ha esordito Piercarlo Viganò, presidente di Proposte  che aggiunge: «Sono d’accordo con altri espositori sul fatto che è stata un’edizione che ha visto arrivare a Villa Erba clienti di grande qualità». E la soddisfazione è palpabile. «Ancora una volta mi sento di ringraziare i nostri espositori che hanno creduto nella buona riuscita di Proposte – ha commentato Massimo Mosiello, direttore della Fiera – Un grazie anche all’Agenzia ICE che ha raccolto un’ottima delegazione internazionale di 70 buyer provenienti da Europa e Stati Uniti ma soprattutto un ringraziamento particolare va riservato al nostro staff, che mai come quest’anno ha dato un prezioso supporto organizzativo».
C’è da rilevare, ovviamente, qualche fatica. Gli espositori per esempio in questa edizione numero 28 erano 60 contro il centinaio degli anni migliori; in passato la lista d’attesa per poter esporre era lunga, questa volta solo due ali su tre dei padiglioni sono state utilizzate. I buyer asiatici, poi, praticamente non si sono visti, non molti pure gli americani, con una presenza però buona di europei e italiani che hanno reso positivo il bilancio finale.
Il risultato, comunque, è stato incoraggiante: il comparto del tessile d’arredo è vivo, suscita interesse ed è pronto ad agganciare la nuova normalità che si va delineando tra green pass e normative varie, secondo le opinioni diffuse tra gli espositori, circa la metà italiani ma anche aziende da Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Olanda, Spagna, Svizzera e Turchia.
Oltre 2.700 i visitatori, dei quali il 60% proveniente dall’estero.

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