La Regione ha deciso: gestirà direttamente il cantiere delle paratie

«Obiettivo: ripristinare le condizioni operative necessarie alla ripresa e al completamento dell’opera». Alle spalle di presidente e assessore regionale, questa mattina, una gigantesca diapositiva riassumeva con estrema chiarezza il motivo per cui la giunta lombarda ha deciso di “riprendersi” le paratie.
Un obiettivo raggiunto grazie ad alcune azioni, anch’esse sintetizzate nella slide proiettata a favore del pubblico di giornalisti convocati da Maroni: «Revoca al Comune di Como del compito di soggetto attuatore dell’intervento; attribuzione a Infrastrutture Lombarde delle funzioni di stazione appaltante; nomina di una unità di crisi che coordinerà tutte le attività e le relazioni connesse all’intervento».
«Come annunciato, abbiamo deciso di sbloccare la situazione delle paratie – ha detto Roberto Maroni prendendo la parola in conferenza stampa – con la nostra delibera si chiude una pagina e se ne apre una nuova. Vogliamo fare tutto ciò che serve in tempi rapidi per arrivare alla conclusione dei lavori».
Maroni ha anche spiegato il perché dell’utilizzo della parola crisi. «Quella delle paratie è una vera crisi. E noi ci assumiamo l’impegno di risolverla ben sapendo quanto sia complicato e difficile. In molti si sono mossi sulle paratie: Procura della Repubblica, Anac, governo. Nulla è stato però risolto. Ora è la Regione a prendersi carico della questione. Per concludere i lavori continuando a interloquire con tutti: Comune, Procura, Anac e territorio».
Considerazioni ribadite subito dopo dall’assessore al Territorio della Lombardia, Viviana Beccalossi. «I comaschi non vedono il loro lago da 5 anni (in realtà sono 8, ndr). Ci riprendiamo il cantiere che era stato affidato dalla Regione al Comune anche se la vicenda si è nel frattempo molto ingarbugliata».

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