La Regione spende 2 milioni all’anno per accogliere solo 25 utenti al giorno

Il bilancio della sede decentrata di Como durante il 2010
Venticinque cittadini ogni giorno si sono presentati, nel 2010, agli sportelli del Pirellino di Como. E per non farli andare a Milano – punto su cui la Regione insiste molto per giustificare l’utilità delle sedi decentrate – la stessa Regione mantiene una struttura che costa 2 milioni di euro all’anno. Come dire che ogni contatto diretto tra i comaschi e i funzionari di via Einaudi costa circa 306 euro. Se la Regione pagasse il taxi a ciascun utente per portarli fino a Milano, risparmierebbe parecchi euro.
Lo scorso anno sono state 6.527 le persone che hanno varcato la soglia del Pirellino per sbrigare pratiche o anche solo per chiedere informazioni agli uffici di Spazio Regione. Il conto è quindi molto semplice. Basta dividere il numero dei contatti diretti per una media annua di 260 giornate lavorative (escludendo i sabati e le domeniche) ed ecco venir fuori il dato medio di 25 presenze al giorno. E se dividiamo la spesa complessiva di 2 milioni di euro per i 6.527 contatti diretti, otteniamo i 306 euro di costo medio sostenuto dalla Regione per ciascuno di essi.
Dopo 32 giorni di attesa, il Pirellino di Como ha inviato i dati relativi alla sua attività, mostrandosi finalmente ai cittadini. Costi, organigrammi e servizi offerti nell’edificio di via Einaudi, sede distaccata della Regione, sono ora pubblici. La richiesta del “Corriere di Como”, formulata il 23 agosto in un periodo di roventi polemiche sull’utilità di mantenere in vita questi organismi territoriali visto il momento di pesante recessione economica, ha dunque avuto una risposta.
Ecco allora cosa accade nei 4 piani di uffici del palazzo regionale di Como. Prima voce: le spese. La struttura costa, complessivamente, 2 milioni di euro. Per il personale, formato da 38 dipendenti regionali di cui 3 a metà tempo, l’ammontare è pari a 1 milione 671mila euro. Una somma che comprende contributi, trattenute, ticket pranzo e premi di risultato. Traducendo, si tratta di uno stipendio netto medio che si aggira sui 1.500 euro considerando nel conteggio anche il dirigente alla guida del Pirellino e i 4 quadri in organico. Bisogna poi sommare i 354mila euro messi a bilancio, sempre nel 2010, per le spese di gestione della struttura (pagamento utenze, manutenzione, servizio di vigilanza e cancelleria). Questo è quanto costa alla Regione mantenere la struttura di via Einaudi.
A fronte di tali cifre ecco le attività principali svolte al Pirellino di Como. A cominciare. ovviamente, dalle relazioni dirette con il pubblico. Nel 2010 sono stati registrati 6.527 contatti diretti con i cittadini. Di questi, 1.959 hanno avuto come oggetto le pratiche relative alla carta regionale dei trasporti, 700 la dote scuola, 593 i contributi a sostegno dell’affitto e 2.337 per il bollo auto. Sono inoltre stati rilasciati, anche se per questo scopo non era necessario andare fino a Milano ma era sufficiente rivolgersi al proprio Comune di residenza, 13.655 Pin per la carta sconto benzina.
Va ricordato come, dopo la richiesta di poter visionare i dati, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, aveva difeso l’utilità delle sedi territoriali distaccate. Aveva anche chiesto di interrogare le aziende e le categorie per avere un giudizio sull’utilità del Pirellino. Così è stato fatto. E sempre nello scorso mese di agosto arrivò impietosa la bocciatura della sede decentrata di via Einaudi da parte sia degli imprenditori sia dei professionisti lariani.
Tornando ai numeri, nel 2010 sul fronte dell’attività gestionale sono state istruite 70 pratiche per finanziamenti al territorio (difesa del suolo) pari a 9,3 milioni di euro, di cui 8 destinati ai cosiddetti “pronti interventi” (in occasione di frane ed eventi calamitosi). Sono stati inoltre validati 21,9 milioni di euro di contributi (gestione associata di Comuni, fondo per la montagna e altro) e sono state fatte 19 istruttorie per validare altri 580mila euro di contributi. E, ancora, sono stati effettuati 325 controlli (su varie tematiche, tra cui fondo sostegno affitto, acquisto prima casa, accreditamento enti di formazione, servizi per l’impiego e progetti Interreg). Infine, nell’ambito dell’attuazione dell’Accordo quadro sullo sviluppo territoriale, sono stati portati avanti 72 progetti per 1,6 miliardi di euro.

Fabrizio Barabesi

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