La relazione del commissario: «Sacaim può salvarsi»

L’avvocato Cappelletto: «Ci sono le condizioni». Ultima parola ai giudici veneti
Dopo anni di notizie (quasi) soltanto negative quando non catastrofiche, uno spiraglio di ottimismo si apre sul cantiere delle paratie: la Sacaim potrebbe evitare il fallimento. E, con esso, anche il cantiere per le paratie di Como potrebbe evitare il baratro.
È Venezia l’epicentro della novità, e i protagonisti principali sono tre: l’impresa veneta che ha vinto l’appalto per il nuovo lungolago e il sistema di difesa dalle esondazioni; il commissario straordinario nominato al vertice dell’azienda

dal Tribunale di Venezia su indicazione del ministero delle Attività produttive; infine i giudici dello stesso Tribunale, a cui è demandato il “verdetto” finale.
Ricapitoliamo.
Come noto, all’inizio dello scorso mese di agosto, emerse improvvisamente la drammatica situazione economico-finanziaria della Sacaim. Una situazione drammatica – tuttora comunque non risolta – che ha portato il colosso di Venezia sull’orlo del fallimento. Le cause? In piccola parte la crisi del settore delle costruzioni, ma soprattutto il calo vertiginoso del fatturato legato alle commissioni pubbliche che, da sempre, hanno fatto le fortune dell’impresa veneziana. Poi, la mazzata finale: alcuni progetti milionari saltati, i rubinetti chiusi degli enti pubblici a causa del patto di stabilità e di bilanci in profondo rosso, un’insolvenza pesantissima verso fornitori e banche sempre più asfissiante.
Iniziò così un percorso obbligato: la dichiarazione formale dello stato di insolvenza della Sacaim, il blocco di ogni immediata azione di rivalsa sull’azienda da parte di banche e fornitori, la nomina del commissario straordinario. Era il 13 agosto scorso.
Ora, due mesi e mezzo dopo, le decisioni sul futuro della Sacaim sono arrivate al momento decisivo. E il primo passo in questo senso è stato compiuto dal commissario dell’azienda, l’avvocato veneto Marco Cappelletto. Il quale, al termine dei 60 giorni previsti dalla legge come termine ultimo, ha effettivamente depositato la relazione sullo stato di salute dell’azienda e, di conseguenza, ha tratteggiato – in base alla sua ricognizione – il possibile futuro della Sacaim. Futuro che, rispetto alle sensazioni più nere della scorsa estate, sembra un po’ meno nero.
Nelle centinaia di pagine depositate al Tribunale di Venezia, infatti, Cappelletto ha fatto il punto su tutti i cantieri aperti dalla Sacaim, sui bilanci societari degli ultimi 2 anni, sullo stato passivo dell’impresa, sulle possibilità di nuovi introiti e via dicendo. Insomma, un check-up quanto più profondo possibile per capire se davvero il colosso della laguna (e del lungolago lariano) potrà evitare il fallimento o dovrà rassegnarsi all’epilogo peggiore. Ebbene, a dispetto dei circa 200 milioni di “rosso” accertato nei conti – passivo comunque pesantissimo – secondo Cappelletto esistono «le concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico dell’attività imprenditoriale». Ossia, esiste il presupposto di legge per scongiurare il fallimento della Sacaim e puntare a un rilancio dell’azienda.
Tutto risolto per il meglio dunque, anche in relazione alle paratie? Non proprio. Esiste infatti un altro “scoglio” da superare per legge. Ossia il parere dei giudici che, entro una ventina di giorni, dovranno aver letto e valutato la relazione del commissario straordinario. E, in quel momento, decidere di “credere” alla seconda vita della Sacaim e avviare definitivamente la procedura di amministrazione controllata. Oppure, dichiarare il fallimento. Inutile dire che il Comune di Como “tifa” per la prima ipotesi.

Emanuele Caso

Nella foto:
Un particolare del cantiere per le paratie sul lato che da piazza Cavour arriva a Sant’Agostino

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