Dopo la rimozione delle panchine dei migranti in piazza San Rocco arriva la disinfestazione
Cronaca

Dopo la rimozione delle panchine dei migranti in piazza San Rocco arriva la disinfestazione

Il vicesindaco: «Cerchiamo di rispondere alle esigenze dei residenti»

(p.an.) Dopo aver tolto le panchine, il Comune di Como passa con il disinfettante piazza San Rocco, che negli ultimi mesi è stata praticamente occupata di giorno e di notte da un folto gruppo di migranti.
La comunicazione dell’intervento viene data da Palazzo Cernezzi in una nota in cui si spiega senza mezzi termini che lunedì prossimo, 18 settembre «dalle 5,30 la società Aprica eseguirà lavori di disinfestazione e disinfezione in piazza San Rocco».
«Per consentire le operazioni in sicurezza ed evitare per quanto possibile disagi alla circolazione stradale – prosegue la nota – dalle 5.30 fino al termine dei lavori è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata per i veicoli su tutta la piazza».
«Cerchiamo di andare incontro alle richieste dei residenti con le poche armi che abbiamo a disposizione – spiega il vicesindaco leghista di Como, Alessandra Locatelli – Di certo non possiamo intervenire sulle politiche migratorie. Così, dopo aver rimosso le panchine divelte e danneggiate, stiamo cercando di tenere un po’ più pulita la zona di piazza San Rocco».
I migranti intanto non si sono spostati, ora sono tutti sulle panchine rimaste e sui muretti delle aiuole.
«Sappiamo di non aver risolto la situazione, ma forse con questi gesti si può dare un po’ di sollievo. L’esposto dei residenti era indirizzato al Comune, ma anche alle forze dell’ordine, alla parrocchia, alla Prefettura – spiega il vicesindaco – Ho incontrato almeno sei volte i residenti. Sulle panchine che abbiamo tolto e che erano state spostate dentro i cespugli, mi hanno raccontato che succedeva di tutto. Ora cercheremo di tenere più pulito, sperando che intervenga anche qualcun altro», conclude.
In carcere
Ieri, Alessandra Locatelli, con il parlamentare canturino Nicola Molteni si è anche recata nel carcere del Bassone.
La struttura conta detenuti in gran parte stranieri. Dei 419 detenuti, 371 uomini e 48 donne, 233 non sono italiani quasi tutti uomini, pari al 55% del totale. «Un dato, quello dei detenuti stranieri, allarmante e drammatico pari quasi al doppio della media nazionale che si attesta al 34%», ha sottolineato Molteni. «Ci sono aspetti legati alla sicurezza e alla salute di chi opera all’interno del carcere, che non vanno sottovalutati», ha concluso Alessandra Locatelli.

15 Settembre 2017

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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