La rivolta contagia pure via Milano: «Uniti ripartiremo senza il Comune»

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Comitato di 40 commercianti. «Trascurati come i colleghi del centro»

Una via a lume di candela. Scarsa l’illuminazione, a rischio la sicurezza, nulli o quasi i parcheggi e inesistente l’arredo urbano.
È il ritratto di via Milano Bassa, vista dai commercianti. Una situazione che ha spinto un nutrito gruppo di esercenti a passare direttamente ai fatti. E mentre il Comune di Como è impegnato nel fronteggiare la protesta anti-Ztl, in questa parte di città sta nascendo un nuovo comitato con le idee chiare. Obiettivo: riportare all’antico splendore una strada

per decenni tra le più vitali del commercio cittadino. Con o senza l’aiuto di Palazzo Cernezzi.
Diversi i punti in comune con la protesta dei commercianti del centro. A partire dalla richiesta di colmare un’assenza ormai cronica di parcheggi. Fatto che rappresenta una vera emergenza, soprattutto dopo la chiusura dell’area della Ticosa.
«Vogliamo far rivivere questa strada. Ecco il motivo del comitato. Anche qui esistono problemi che vogliamo risolvere. Nella speranza, comunque, di un intervento e di un aiuto da parte del Comune», dice uno dei promotori, Giuseppe Bianchi Pinotti del negozio “Zio Ghelfi”. E in tanti anche qui, fuori dalle mura e lontani da piazza Roma, solidarizzano con le manifestazioni anti-Ztl.
«Io ho partecipato. Francamente mi sono sembrati sbagliati i tempi e i modi di questa rivoluzione viabilistica. Detto questo, la riduzione dei parcheggi non può che ricadere a cascata anche su di noi. L’area Ticosa chiusa è un disastro». Il neo comitato – che, alla prima riunione dello scorso 19 febbraio, ha radunato circa 40 commercianti su 80 della via – punta a ottenere risultati concreti. Le idee sono diverse: innanzitutto ravvivare la zona con eventi e prevedere l’apertura dei negozi, una volta alla settimana, anche durante la pausa pranzo. Questa iniziativa sarà operativa già da domani in tutti i negozi che esporranno il cartello creato apposta. Un obiettivo è pure la realizzazione di un arredo urbano accogliente. «Chiediamo anche una maggior cura dell’illuminazione. È molto bassa e spesso non funziona. Io stessa ho anticipato la chiusura serale di mezz’ora perché uscire a certi orari non è sicuro – dice un’altra componente del comitato in fase di nascita, Rita Mazza del negozio “Il Seme” – Lavoreremo anche per riavere alcuni parcheggi in attesa della riapertura della Ticosa e per abbellire l’area». Uno dei sogni è anche far rinascere l’antica associazione “Burg Drizz”, per anni operativa nella parte finale di via Milano. Non è più solo piazza Roma a insorgere. Anche qui, sebbene i toni siano assolutamente pacifici, si chiede all’amministrazione uno scatto in avanti.
«Dobbiamo iniziare subito a fare qualcosa. Poi ovviamente sarà necessario avere il sostegno del Comune – spiega Marco Minatta del Caffè Storico – Fa piacere vedere la prontezza di tutti i colleghi nel dare la disponibilità. E, sinceramente, sulla protesta contro l’allargamento della zona a traffico limitato, il consigliere Rapinese doveva contattarci subito. Avremmo partecipato senza indugio». Sono già pronti anche altri piccoli progetti.
«Vorremo presentare in Comune un piano per ripensare la zona. Perché, ad esempio, non riproporre i parcheggi, come in passato, sul lato destro della via e prevedere il senso unico di marcia? Il tutto abbellendo naturalmente gli spazi comuni», aggiunge Minatta. Altro tema critico affrontato sempre dai commercianti di via Milano è il divieto di accesso alla parte alta della via dalle 7 alle 9 del mattino. «Respinge le persone, è innegabile. I comaschi ormai saranno abituati, ma chi arriva da fuori no – aggiunge un altro sostenitore del comitato, Francesco Aprile del bar “Tulipe” – Il primo passo è stato fatto. Le idee ci sono e ora, entro breve, organizzeremo un’altra riunione. Dobbiamo fare proseliti tra chi non è intervenuto al primo incontro». Un’altra parte di città inizia dunque a scalpitare. La volontà dei commercianti è chiara: ridare lustro – con o senza l’aiuto del Comune – a una via spesso finita alla ribalta solo per episodi di cronaca.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Giuseppe Bianchi Pinotti

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