Cronaca

La rivoluzione della solidarietà

altEvento al Teatro Sociale – Stasera il concerto a favore dell’associazione “InfraMente” che assiste le vittime di violenza

Le sette note si alleano con una buona causa. Questa sera, alle 21, il Teatro Sociale di piazza Verdi a Como ospita un live benefico organizzato dall’associazione cittadina InfraMente, onlus che si occupa principalmente di dare assistenza psicologica e legale alle vittime di violenza, con particolare attenzione, attraverso lo sportello

attivo a Mariano Comense, a chi subisce il reato di stalking.
L’incasso della serata (ingresso con offerta a partire da 20 euro), come ha spiegato la presidente, la dottoressa Francesca Ballabio, sarà interamente devoluto alla realizzazione del progetto “Click Yourself” per la prevenzione dei comportamenti violenti negli adolescenti tramite l’utilizzo della fotografia. Obiettivo primario è la costituzione, in un liceo comasco, di un laboratorio di fotografia digitale dedicato alle emozioni e alla loro corretta rappresentazione attraverso l’autoritratto e il ritratto fotografico di persone e oggetti.
L’atteso concerto sul nobile palcoscenico di piazza Verdi vedrà, per la prima volta insieme in una performance live, un collettivo d’eccezione guidato da Chris Costa, cantante, polistrumentista, arrangiatore, produttore che nel tempo ha collaborato con molti virtuosi artisti. Arrivato in questi giorni da Londra, abbiamo parlato con lui di questo progetto intitolato “Quiet Revolution”.
«Nella mia testa – spiega – questa idea è nata dieci anni fa. Da tempo volevo mettere insieme alcuni musicisti che hanno condiviso con me esperienze diverse come Luca Boscagin, chitarrista che collabora stabilmente con Jim Mullen, leggenda del jazz blues inglese; Phil Mer, batterista di Pino Daniele, Noa, Patty Pravo e molti altri; Claudio Filippini, pianista di Mario Biondi e collaboratore stabile di Fabrizio Bosso; Andrea Lombardini, bassista di fama; Fulvio Sigurtà, trombettista detentore del premio Top Jazz 2012. Lo scorso agosto, a Verona, durante un concerto di Jovanotti all’Arena, ho conosciuto Francesca ed è nata l’idea di questo evento a Como, legato alle tematiche sociali di cui si occupa».
Non sarà stato facile mettere insieme tutti.
«È stata una fortuna che tutti fossero disponibili e si potesse così coronare un mio sogno. Oltretutto in un luogo splendido come il Teatro Sociale dove anni fa avevo sentito suonare Pino Daniele».
Da dove nasce il titolo della serata?
«Dal mio nuovo lavoro discografico con i Mood Filter che si intitola appunto “Quiet Revolution”. In questi tempi difficili pensare a una rivoluzione non violenta, che passi dall’arte, dalla musica, dalle passioni, è quasi un dovere. Le canzoni di questo disco sono figlie della ricerca svolta a Londra in questi ultimi anni».
Musicalmente che respiro hanno?
«Ricco di molti elementi: rock, elettronica, funk, classica contemporanea- È un disco di esperimenti, di varie situazioni che mi hanno affascinato».
Come la musica di James Blake?
«Lui è davvero un piccolo genio, le sue performance dal vivo sono meravigliose. Ma nel mio viaggio musicale ci sono anche elementi dei Massive Attack, dei Radiohead, e momenti melodici con un sound “accomodante”».
Tutto ciò come lo si vive dal vivo?
«Lasciandosi trasportare dal flusso delle note. Ci sarà un inizio più intimo, poi le onde saliranno e la musica valicherà i generi con uno stile semplice e raffinato. È una prima assoluta e sono felice che questo progetto (le prove si sono svolte ieri alla Nerolidio Music Academy di Como, ndr) debutti nella vostra città».
Come ha iniziato a collaborare con Malika Ayane?
«Grazie a Phil Mer, con il quale lavoro da anni, che conosce molto bene Malika. Nel 2010 ho cantato e suonato con lei in tour e poi insieme a Phil abbiamo composto Mars, un brano del suo ultimo disco Ricreazione».
E con Cesare Cremonini?
«L’ho conosciuto in tour quando stava insieme a Malika. Qualche mese dopo mi ha chiamato per chiedermi di fare parte della sua band. È stata un’esperienza bellissima, oltre a suonare la chitarra acustica ho giocato un po’ con la mia voce sperimentandola con qualche effetto speciale».
Ma la sua voce quando ha iniziato a cantare non le piaceva, la sua passione erano le tastiere.
«È vero, non amavo riascoltarla, mi sembrava orribile. Ho iniziato suonando un pianoforte e un organetto Bontempi, poi sono rimasto folgorato da Riders on the Storm dei Doors e dal suono della tastiera di Ray Manzarek. Così, quando è stato il momento di acquistare un’auto, ho preferito comprare un piano Hammond».
Dopo questo concerto quali progetti ha Chris Costa?
«Sicuramente la promozione del nuovo album, prima in Inghilterra e poi in Italia, A luglio sarò in tour con Cremonini e infine a Corvara, in Alta Val Badia, per il mio Festival Jazz».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Chris Costa con Francesca Ballabio, presidente dell’associazione InfraMente di Como, in posa scherzosa con gli inviti dell’evento comasco (foto Mattia Vacca)
20 marzo 2013

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