La rivoluzione di piazza Roma fa già discutere

Como, piazza Roma

© | Piazza Roma (foto Nassa)

 

(m.d.) Fa già discutere l’annunciata riapertura di piazza Roma alla sosta di tutte le auto e non solo di quelle dei residenti. Un indirizzo lanciato mercoledì sera dal sindaco Mario Landriscina e dall’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Vincenzo Bella in diretta su Etv.
È proprio quest’ultimo a fare alcune puntualizzazioni sull’operazione piazza Roma, in particolare su come verrà gestito l’inevitabile flusso di auto che, soprattutto nei fine settimana, dovrà entrare e uscire dalla piazza, tenuto conto della avvenuta e ormai consolidata pedonalizzazione delle adiacenti zone di piazza Grimoldi e dei portici Plinio, poco compatibile con il transito frequente di veicoli in via Fontana.
«La gestione del flusso dei veicoli è sicuramente da studiare – afferma l’assessore – Non credo che le auto passeranno da via Fontana, più probabilmente verrà utilizzata via Rodari, però dobbiamo valutare la situazione. Troveremo in ogni caso il modo di utilizzare al meglio gli spazi della piazza, che oggi non sono né carne né pesce».
Tra le possibili proposte per cambiare l’assetto della piazza, spunta il car sharing, cioè la disponibilità di auto a nolo utilizzabili su prenotazione e per breve tempo.
«La piazza ha una vocazione a un servizio di questo genere – spiega l’ingegner Bella – perché è vicina alla stazione delle Nord e potrebbe offrire auto a nolo ai chi arriva in treno e ha l’esigenza di spostarsi in città o fuori, penso per esempio ai turisti, ma anche a chi abita in città e non vuole gravarsi del peso di gestire un mezzo proprio».
Ma veniamo alle reazioni. L’ex sindaco Mario Lucini, la cui amministrazione è stata artefice della parziale pedonalizzazione di piazza Roma, preferisce non commentare il cambio di rotta prospettato dalla nuova amministrazione.
Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica nella giunta Lucini, si limita invece a dire che «ogni amministrazione ha il diritto e il dovere di attuare le proprie scelte». Ma subito dopo aggiunge: «Va da sè che questo deve avvenire nell’interesse della città e non per distinguersi dalle scelte di chi l’ha preceduta».
Acerrimo nemico della chiusura di piazza Roma era stato Alessandro Rapinese, che preferisce ora lasciar la parola a Fulvio Anzaldo. «Prima di esprimere una valutazione – afferma il consigliere comunale della lista “Rapinese sindaco” – vogliamo capire come il sindaco intenda procedere, perché paradossalmente una riapertura irrazionale della piazza potrebbe rendere la situazione peggiore di come è adesso». Perché, spiega Anzaldo, la riapertura «va declinata con intelligenza, non è di immediata soluzione».
«Nel nostro programma abbiamo inserito la riapertura della piazza nei giorni feriali e non nei fine settimana proprio per non appesantire il flusso di auto che entrano ed escono». E in generale, conclude Anzaldo, «prima ancora dei proclami ci aspettiamo una pronta soluzione dei problemi».
Parla di «tragico paradosso» Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi della Lombardia e consigliera comunale a Como dal 2002 al 2007: «Nel giorno in cui esce finalmente lo studio scientifico durato 10 anni che dimostra la correlazione certa tra smog e morti a Como, il sindaco Landriscina annuncia trionfalmente la sua priorità di aprire la Ztl a tutte le auto».
«Non si capisce come mai i comaschi, che hanno ormai purtroppo esperienza diretta o indiretta di morti precoci in famiglia legate a patologie tumorali e cardiovascolari, abbiano voluto percorrere una strada tanto pericolosa – aggiunge Patelli – Se Landriscina ha dismesso i panni di medico, si ricordi che ha vestito quelli di sindaco , cioè di primo responsabile della salute dei cittadini. La maggioranza dei pochi cittadini che si sono recati al voto ha riaperto la strada del ritorno al passato: la città caotica, puzzolente, rumorosa e avvelenata. Le città moderne guardano altrove».

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