La scomparsa del cardinale Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano

È lutto anche nel Comasco per la scomparsa del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, la cui Diocesi comprende buona parte del territorio della nostra provincia (compresi centri come Cantù ed Erba) e del Lecchese.
Nato nel marzo del 1934 a Renate (ora in provincia di Monza), Tettamanzi era stato nominato arcivescovo metropolita di Milano nel luglio del 2002 da Papa Giovanni Paolo II, ruolo che ha ricoperto fino a giugno del 2011. In precedenza era stato arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo e quindi di Genova. Proprio durante gli ultimi anni del pontificato di papa Giovanni Paolo II era stato a lungo indicato come uno dei suoi possibili successori.
L’ultima sua apparizione pubblica pochi mesi fa, in occasione della visita di Papa Francesco nel capoluogo lombardo. I funerali si svolgeranno martedì 8 alle ore 11 in Duomo a Milano.
Sono state numerose le occasione in cui Dionigi Tettamanzi è stato presente per la sua attività pastorale nel Comasco: fu proprio il cardinale a celebrare i funerali del vescovo Alessandro Maggiolini, il 13 novembre del 2008. Il 2 luglio di un anno prima era stato a Cantù per il millenario della dedicazione della basilica di Galliano.
Il cardinale Tettamanzi era legato al nostro territorio. Per la sua prima visita ufficiale in provincia di Como nell’ottobre del 2002 aveva scelto Carugo, dove vivevano i suoi familiari, la madre Giuditta – all’epoca 91enne – e la sorella Gianna. Qualche anno più tardi, ad Arosio, alla residenza per anziani Fondazione Anna Borletti festeggiò i 100 anni della madre, che era nata il 14 gennaio 1911.
«Nell’apprendere la notizia del decesso del caro cardinale Dionigi Tettamanzi, desidero esprimere le mie condoglianze ai familiari e a codesta comunità diocesana, che lo annovera tra i suoi figli più illustri e tra i suoi pastori più amabili e amati» ha scritto Papa Francesco.
«Penso con affetto e ricordo con gratitudine l’intesa opera culturale e pastorale profusa da questo benemerito fratello che nella sua feconda esistenza ha testimoniato con gioia il vangelo e servito docilmente la chiesa (…) Sempre si distinse come pastore sollecito – ha aggiunto il Papa – totalmente dedito alle necessità e al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, con una peculiare attenzione ai temi della famiglia, del matrimonio e della bioetica, dei quali era particolarmente esperto».
Massimo Moscardi

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