La scomparsa di Bettoni, cordoglio unanime. Il ciclismo comasco piange il suo presidente

Ciclismo. Franco Bettoni

Tanti messaggi di persone che lo hanno voluto ricordare, ciclisti di ieri e di oggi, dirigenti sportivi, amici, amministratori, società del pedale, il numero uno nazionale Renato Di Rocco.
È unanime il cordoglio per la scomparsa di Franco Bettoni, presidente della Federazione ciclistica comasca, morto lunedì a 78 anni. L’ultimo saluto sarà venerdì alle 14.30 a Carbonate.
Una notizia che ha scosso l’ambiente dello sport lariano. Bettoni aveva problemi al cuore, ma lui ne parlava con leggerezza, spiegava che ogni tanto doveva fare tappa in ospedale per curarli, ma che poi sarebbe ripartito più forte che mai. E così era stato anche in questa occasione. Una delle sue ultime uscite pubbliche è stata lo scorso 24 novembre a Villa Olmo in occasione degli stati generali dello sport comasco organizzati dal Coni.
Con il consueto entusiasmo aveva parlato dei numeri dello sport ciclistico in provincia, del lavoro delle società, del suo guardare al futuro con la carica di sempre.
A margine dell’incontro si era soffermato a parlare del Giro della Provincia per Allievi del 2020, una delle gare a cui teneva di più. Era soddisfatto per essere riuscito a rendere la corsa ancora più comasca, con quasi tutti gli arrivi in provincia. Gli piaceva l’idea di una conclusione al Ghisallo, come nel 2019, del cronoprologo voluto fortemente dall’amministrazione di Lurago d’Erba e della tappa che avrebbe toccato Argegno e la Valle Intelvi.
Già stava pensando a una delle sue missioni “impossibili”, far chiudere la Statale Regina in una domenica mattina d’estate per fare iniziare la frazione in pianura e non con una salita secca da Argegno verso San Fedele e la Valle. «Mi hanno proposto un percorso, ma voglio andarlo a vedere di persona – aveva detto – Dobbiamo inventarci qualcosa». Frase che Bettoni utilizzava spesso e che di solito annunciava qualche novità clamorosa nelle competizioni del calendario giovanile lariano.
Qualche anno fa, durante un pranzo istituzionale, non nascose a un cronista del nostro giornale la delusione per aver perso il “Piccolo Giro di Lombardia”, che era stato appena trasferito da Como a Lecco. E alla risposta «fai qualcosa sul Muro di Sormano, ne parleranno tutti» lui non si fece scappare l’idea e alla fine organizzò per davvero una prova per Under 23 con arrivo alla fine delle terribile salita.
Vedendo che tutto era andato bene, gli organizzatori del Giro di Lombardia presero spunto per far tornare sul “Muro” anche la gara dei Professionisti.
Era uno controcorrente, Franco Bettoni, a costo di risultare poco istituzionale. Anche a certe conferenze stampa, con interlocutori compassati, se aveva qualcosa da dire lo diceva, senza farsi troppi problemi. Proprio dalle colonne del Corriere di Como lanciò l’idea di fare controlli antidoping anche nelle gare giovanili. Si prese un sacco di critiche, ma lui andò avanti lo stesso per la sua strada, insistendo sul tema quando ne aveva occasione. Una proposta che aveva ricevuto l’approvazione di grandi personaggi ora scomparsi come Felice Gimondi, Fiorenzo Magni e Candido Cannavò.
Raccontava spesso con orgoglio di essere stato direttore di corsa; lo scorso 19 maggio, quando fu ospite a Lariobook Damiano Cunego, proprio Bettoni raccontò di essere stato alla guida del Gran Premio di Tremezzo che il campione veronese conquistò nel 2001 sul Lario.
Il compianto presidente della Federazione comasca teneva molto a tutti i giovani corridori, alle squadre, agli sforzi che facevano i dirigenti. Non mancavano mai le sue segnalazioni per risultati positivi, per iniziative dei singoli club e su qualunque gesto sportivo o evento che meritasse una valorizzazione. «Era una persona speciale che ha fatto tantissimo per tutti noi» ha detto, ricordandolo, la ciclista “Pro” comasca Alice Gasparini, che lo stesso Bettoni aveva voluto premiare un anno fa alla tradizionale cerimonia di fine anno. Un pensiero che hanno espresso in tanti per un personaggio che rimarrà indimenticabile e nel cuore di chi lo ha conosciuto e frequentato.

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