La scomparsa di Enzo Jannacci, i ricordi degli amici lariani

jannacci1Anche il Lario piange Enzo Jannacci,  uno dei più grandi cantautori del nostro tempo, morto venerdì a Milano. Ci lascia oltre mezzo secolo di musica con il ricordo indelebile della sua voce, un canto che sembrava sempre sul punto di spezzarsi, di non arrivare in fondo.

 

Lo ricorda  in particolare il comasco Antonio Silva, storico presentatore del  Tenco, dove Jannacci è stato premiato in più occasioni, ancora molto scosso per la sua scomparsa: «Quando mi hanno chiamato per avvisarmi stavo ascoltando in auto Vivere, una delle sue canzoni che amo di più. È un momento di grande commozione, il magone in questo momento è inevitabile. Stavano preparando da tempo una grande serata a Milano per omaggiarlo, ma aveva detto di sì solo dopo avere avuto la certezza che sarebbero stati coinvolti alcuni giovani musicisti a cui dare una mano. Enzo era così. Rappresenta un periodo enorme della mia vita».

E non può mancare il pensiero di Davide Van De Sfroos, che  ieri lo ha ricordato su Facebook: «Mi lega a lui un grande rapporto a livello affettivo, oltre al fatto che anche Jannacci cantava spesso in dialetto. Qualche anno fa in un teatro a Milano, con un gesto tanto inaspettato quanto commovente, era salito sul palco ad abbracciarmi. Uno slancio affettuoso, sincero. Era una persona molto sensibile, che spesso cadeva nella tristezza. Al Tenco io e Baccini avevamo cantato Lettera da lontano, un suo brano bellissimo che nelle nostra versione era piaciuto molto anche a suo figlio Paolo, un grande musicista che negli ultimi anni lo aveva aiutato molto a riarrangiare le sue canzoni, sempre scritte con testi profondissimi. Ci lascia i suoi dischi, ma l’uomo ci mancherà tantissimo». 

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