La scomparsa di Gregorio Nardone, storico ufficiale della Polizia locale

Novembre del 2010: il saluto di Gregorio Nardone il giorno del suo pensionamento

Si svolgeranno martedì alle 10 nella chiesa di San Fedele in centro a Como i funerali di Gregorio Nardone, per 47 anni in forza al comando di Polizia locale di Como, che ha lasciato nel novembre del 2010 da vicecomandante. Una vita trascorsa in divisa per le strade della città, la sua: ha assistito e sentito sulle spalle la tensione degli anni del terrorismo. Ha osservato il cambiamento della città e dei suoi abitanti, ha visto crescere a dismisura il traffico selvaggio. Ha “combattuto” contro eserciti di auto impegnate nella caccia, senza sosta e spesso senza alcun rispetto delle regole, di un parcheggio. Un volto conosciuto e rispettato dai comaschi. Originario di San Giorgio a Liri (Frosinone), Nardone era  nato il 21 novembre 1943, durante uno dei bombardamenti alleati nella zona intorno a Cassino. E sotto le bombe venne alla luce dentro una grotta dove la famiglia si era rifugiata per scampare all’incursione aerea.

Il giorno del suo pensionamento, Nardone aveva aperto l’album dei ricordi personali. «Non posso dimenticare il clima di allerta massima che si respirava negli anni ’70. Nel periodo del terrorismo. Anche a Como vennero effettuati molti arresti – aveva raccontato – Tutti noi, per quanto di competenza, eravamo sempre in stato di massima tensione per presidiare il territorio».

«Dal mio osservatorio privilegiato ho assistito alla trasformazione profonda di Como – aveva aggiunto – Con il traffico in costante crescita dagli anni ’70. E già da allora il sindaco, Antonio Spallino, mise in pratica strategie per controllarlo. Fu inaugurata la zona verde (centro città) dove venne istituito il divieto di sosta dalle 8 alle 9.30 e dalle 14 alle 16. Per farlo rispettare fu creata una squadra composta da 20 carri attrezzi sguinzagliati per rimuovere le auto dei trasgressori. Con il passare degli anni, oltre ad aver notato un incremento nel numero di auto e una riduzione dei parcheggi, ho visto crescere la maleducazione degli automobilisti. Soprattutto quando sono a caccia di un posto libero. Non si trattengono. Si trasformano. Nessun sindaco però ci ha mai detto di uscire a fare multe per far cassa».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.