Il sogno spezzato di “Toto” Caimi, stella dello sci nautico. La scomparsa 25 anni fa a Colico

Toto Caimi

Un mese di luglio maledetto, quello del 1995, con la perdita di due giovani campioni dello sport lariano, prima Pierantonio “Toto” Caimi, azzurro di sci nautico, poi Fabio Casartelli, il ciclista di Albese, campione olimpico in carica, vittima di una caduta al Tour de France. In precedenza, il 25 aprile, il calcio aveva pianto la scomparsa di Andrea Fortunato, terzino della Juventus cresciuto nel vivaio del Como, sconfitto dalla leucemia.
Ricorrenze tristi, sicuramente, ma a distanza di tempo è doveroso il ricordo di ragazzi protagonisti nello sport e che, prima della loro scomparsa, hanno regalato tante soddisfazioni ai colori lariani.
Esattamente 25 anni fa, il 9 luglio del 1995, il 23enne canturino Pierantonio “Toto” Caimi perse la vita in una gara di sci nautico velocità sul Lago di Como, a Colico. Ad alta velocità non riuscì ad evitare l’impatto contro il motoscafo di un altro concorrente finito di traverso.
Lo sci nautico velocità ora è uno sport che nel nostro Paese non esiste più. All’epoca era una disciplina che per l’Italia era un serbatoio di medaglie internazionali. Il Lario ha sempre avuto una lunga tradizione e in quella fase erano tre gli assi della specialità, tutti di casa nostra: lo stesso Caimi, Stefano Gregorio e Carlo Cassa. Non a caso questi ultimi, poche settimane dopo l’incidente di Colico, avrebbero poi conquistato ai Mondiali in Belgio l’oro (Gregorio) e l’argento (Cassa). Medaglie ovviamente dedicate a “Toto” che, al di là della rivalità in acqua, per entrambi era prima di tutto un amico.
Caimi era nato nel 1972 e fin da piccolo aveva iniziato a praticare sci nautico. Nel suo curriculum una lunga serie di successi a livello nazionale, sia giovanili, sia da Senior. Nel 1992 era giunto secondo agli Europei Assoluti alle spalle del lezzenese Gregorio.
Tra le sue imprese, la doppia affermazione al Giro del Lario, nel 1991 e, soprattutto, nel 1993. Nella seconda occasione si impose sotto un forte temporale: al traguardo arrivarono solo in due, Caimi e la concorrente inglese Debbie Nordblad. In Australia alla prestigiosa Bridge to Bridge aveva ottenuto il primo di categoria Fuori Bordo Unlimited, un grande risultato per l’epoca.
La sua Cantù ha dedicato a Caimi il centro sportivo dove tra l’altro si allena la squadra di basket. Ma soprattutto l’impronta è incancellabile tra le persone che lo hanno conosciuto.
Guido Cappellini, dieci volte campione del mondo di motonautica, correva con la scritta “We ‘ll be fast 4 Toto” su tutti i suoi scafi. «Era uno di miei migliori amici avevamo un feeling incredibile» ricorda oggi Cappellini.
«La nostra era una amicizia indelebile dentro e fuori dall’acqua – dice Carlo Cassa – La sua è una presenza che avverto tutti i giorni». L’ex sciatore conclude con un aneddoto simpatico: «“Toto” mi presentò quella che poi è diventata mia moglie; lei, però, all’epoca era per così dire innamorata di lui…».

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