La scomparsa di Maurizio Danielli, azzurro di canottaggio a Monaco 1972

Il logo delle Olimpiadi di Monaco 1972

Ultimo saluto, alla vigilia di Natale, a San Siro, per Maurizio Danielli, classe 1949, azzurro di canottaggio scomparso il 22 dicembre. Dopo aver iniziato nell’atletica leggera, con la società Centro Lario, Danielli si dedicò allo sport del remo, prima con la Canottieri Menaggio, poi con la Marina.
Nel 1972 il momento più importante della sua carriera, con la convocazione alle Olimpiadi di Monaco, anche se la spedizione fu sfortunata sotto ogni profilo: quei Giochi sono infatti ricordati per il massacro di dirigenti e atleti israeliani ad opera di un commando palestinese.
E sotto il profilo dei risultati non giunsero gioie: l’8+ azzurro (che oltre a Danielli aveva a bordo gli altri lariani Giglio Moralli e Mariano Gottifredi) non riuscì a conquistare la finale.
Dopo aver lasciato l’agonismo, Danielli, pur seguendo lo sport e la società Centro Lario, si era dedicato al mondo del lavoro e ha vissuto fino alla sua scomparsa in maniera molto riservata.

“Noi alloggiavamo nella palazzina di fronte a quella fu compiuto l’assalto agli appartamenti degli atleti israeliani – aveva detto in una intervista del 1996 Maurizio Danielli  ricordando i fatti di Monaco – e tutto accadde proprio il giorno del nostro rientro in Italia. Avevamo capito che c’era qualcosa che non andava, poi sulla via del rientro ci hanno informato di quanto era successo”.

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