La sinistra dice addio al Pd.  Il gruppo “La prossima Como” avrà un candidato sindaco
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La sinistra dice addio al Pd. Il gruppo “La prossima Como” avrà un candidato sindaco

© Foto Antonio Nassa

Il nome si conoscerà «entro la fine di marzo», ma la certezza è che ci sarà un altro candidato (o candidata) alla poltrona di sindaco, espressione del neonato gruppo La prossima Como, che sarà alternativo al Partito Democratico e non cercherà alcuna alleanza con i Dem, proponendosi invece come una nuova forza di sinistra.
Al tavolo, ieri, per l’annuncio della nuova formazione, c’erano i consiglieri comunali uscenti di Paco-Sel Celeste Grossi e Luigino Nessi, che nell’amministrazione guidata da Mario Lucini sedevano sui banchi della maggioranza, ma in molte occasioni non hanno nascosto il dissenso per le decisioni dell’esecutivo di Palazzo Cernezzi.
«Siamo stati nella maggioranza in modo leale ma molte cose non hanno funzionato – ha sottolineato Celeste Grossi – Ci siamo sentiti distanti da un metodo poco inclusivo delle differenze, che invece sono il sale della politica. Noi vogliamo rappresentarle e per questo ora scegliamo di seguire una nuova strada».
La Prossima Como, come ha spiegato uno degli ideatori, Marco Lorenzini, Sinistra Italiana – che non sarà tra i candidati in lista – «nasce dalla constatazione del fallimento delle formule politiche del passato». «Vogliamo dare un segnale forte di discontinuità – ha aggiunto – lavorando alla costruzione di un progetto comune che parta da un’esperienza condivisa. Non siamo la somma di partiti politici, ma una nuova realtà».
«La stagione del centrosinistra è morta – ha detto poi un altro tra i fondatori del progetto, Fabrizio Baggi, Rifondazione Comunista, che a sua volta ha precisato che non sarà in corsa per una poltrona in consiglio comunale – Dobbiamo riportare al centro le idee e le persone, i bisogni reali dei cittadini. Il gruppo non nasce dalla somma di sigle politiche, ma dal confronto con la gente». Nell’incontro in programma domani dalle 9.30 a Palazzo Cernezzi, in Sala Stemmi, «chiederemo di sottoscrivere una carta dei valori con gli intenti del gruppo, a partire da discontinuità e buona politica», ha aggiunto Baggi.
Il nome di Bruno Magatti, assessore uscente che al momento non ha sciolto le riserve su se e con chi correrà alle prossime amministrative – non sembra rientrare nel progetto di La prossima Como. «Con Magatti siamo scesi in campo assieme nel 1993 – ha commentato Celeste Grossi – ma da allora sono passate ere politiche, è cambiato tutto».
Per il consigliere uscente Luigino Nessi, l’esigenza è «rimettere al centro l’attenzione verso gli altri che può fare la differenza nel rendere la città migliore». «Ci dobbiamo distinguere nella capacità di includere – ha aggiunto – pensando ai temi degli anziani, dei più deboli, dei giovani e del lavoro».
Nessuna anticipazione su quelli che saranno i cardini del programma del nuovo gruppo. «Il programma, così come il nome del candidato o della candidata, saranno il risultato di un lavoro condiviso, nel segno di quella discontinuità che ci deve distinguere – ha precisato ancora Marco Lorenzini – La necessità è quella di avere idee forti per la città e una lista nostra, con persone che possano portare avanti i nostri temi e rappresentarci».
In attesa del nome del candidato sindaco, la certezza è il distacco netto dal Pd. «Non chiederemo un accordo con il Partito Democratico – ha precisato Lorenzini – Siamo lontani da quella fase. Il candidato che sembra favorito alle primarie, Maurizio Traglio, ha una storia e una visione politica che non è la nostra e non ci può dunque rappresentare».

3 Marzo 2017

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