La società: «Una vicenda incredibile. Si accertino le responsabilità»

altLa Pallacanestro Cantù

«Siamo costernati e rassegnati». Con queste parole l’amministratore delegato della Pallacanestro Cantù, Luca Orthmann, definisce la situazione di quello che sta diventando il PalaBabele2. Inizialmente il dirigente del club non ha molta voglia di parlare di questa vicenda, poi però si sbilancia.
«Una vicenda incomprensibile – spiega – e spero che alla fine vengano accertate con precisione le responsabilità. Non deve finire come al solito in Italia, quando tutti dicono che la colpa non

è loro ma è sempre di qualcun altro».
«Proprio in queste ore ho incontrato uno sponsor importante per il futuro – rivela Orthmann – e una delle prime cose che mi ha chiesto riguarda la vicenda del palazzetto. Una questione che danneggia noi della Pallacanestro Cantù e la stessa città. Sia perché quel cantiere è un pugno in un occhio, sia perché gente laboriosa e concreta come quella di Cantù non merita di vivere una situazione come questa».
Una brutta pagina per tutti. «Senza dubbio – spiega ancora l’amministratore delegato – e mi auguro che si ricostruisca con precisione quanto è accaduto, anche perché c’è di mezzo denaro pubblico. Una questione di rispetto anche per tutti i cittadini di Cantù».
«Doveva essere fatto un palazzetto per il basket – dice ancora Luca Orthmann – e invece la struttura è stata ingrandita con l’uso commerciale ed è diventata mastodontica. Sembra una storia incredibile invece è reale: è stato abbattuto un palazzetto, e i lavori di quello nuovo si sono fermati. Quindi non si è nemmeno fatto tesoro delle esperienze precedenti».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Luca Orthmann

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