La società nella bufera: ecco le opere seguite sul Lario

Una storia iniziata nell’ottobre 2004
Quella della Spa è stata una presenza anno dopo anno sempre più “ingombrante”
Infrastrutture Lombarde Spa entra a pieno titolo nella storia delle opere pubbliche di Como il 4 ottobre 2004. Solo pochi mesi prima, nel dicembre del 2003, è stato siglato l’accordo di programma per la costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna. La gestione dell’iter è affidata direttamente all’azienda ospedaliera di via Napoleona, ma quel 4 ottobre di 10 anni fa c’è un cambio della guardia e tutto passa nelle mani della neonata società che fa capo direttamente a regione Lombardia.
Alla

guida del Sant’Anna c’è Roberto Antinozzi, che stoppa sul nascere le polemiche di chi vede l’operazione come un «commissariamento del Sant’Anna».
«Chi parla di commissariamento sbaglia di grosso – sostiene l’allora direttore generale di via Napoleona – Per noi sarà un onore e un vantaggio poter disporre della consulenza e dei suggerimenti dei tecnici di “Infrastrutture Lombarde. Per molti versi, verranno finalmente tolti al nostro ospedale molti problemi e, in virtù della loro altissima specializzazione, gli esperti regionali potranno indicarci la strada migliore per la realizzazione del Sant’Anna bis». Da quel momento, Infrastrutture Lombarde diventa una presenza costante – e via via sempre più “ingombrante” – a Como. Così come diventa di casa il direttore generale della società, Antonio Rognoni, che segue direttamente l’iter di realizzazione del nuovo ospedale di Como e si presenta puntualmente per fare il punto della situazione. Fino all’inaugurazione del Sant’Anna bis a San Fermo della Battaglia. E non c’è solo il nuovo Sant’Anna. Il piano finanziario dell’opera prevede un ampio progetto di alienazione dei beni immobili e dei terreni di proprietà dell’azienda ospedaliera.
Sembra quasi inevitabile che anche questa procedura passi interamente nelle mani della Spa della Regione. Antonio Rognoni e il suo staff prendono in mano le redini dell’operazione, che parte con una serie di bandi per la vendita di edifici e campi sparsi sul territorio lariano.
La fetta più consistente dell’operazione però, sempre in mano a Infrastrutture Lombarde, in realtà non è mai decollata ed è tuttora ferma al palo.
Riguarda naturalmente la vendita dell’ampio comparto di via Napoleona destinato ad essere ceduto ai privati. Da questa alienazione, e dalle risorse che dovrebbero essere incamerate, dipende il finanziamento del progetto della cittadella sanitaria.
Il bando di vendita però non è mai stato neppure pubblicato e da anni dalla Spa emanazione della Regione non arrivano risposte certe sui tempi.
Le ultime indiscrezioni vogliono il bando «in fase di definizione e ormai pronto», ma a questo punto la bufera che si è abbattuta sulla società potrebbe portare ad un ulteriore rinvio a data da destinarsi.
Per completezza di informazione, è bene ricordare che c’è lo zampino di Infrastrutture Lombarde anche nel concorso di idee attuato per l’arredo urbano del nuovo lungolago. Senza dimenticare che i vertici della Spa sono stati coinvolti anche nella progettazione della passeggiata vera e propria.

Anna Campaniello

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